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22.07.2025

Cyberbullismo, imperversa su smartphone e social media: la scuola da sola può fare poco. La Commissione Ue prepara un nuovo Piano d’azione

Sbaglia chi pensa che il cyberbullismo sia un fenomeno da combattere principalmente a scuola: a sostenerlo è la Commissione europea, che ha lanciato una consultazione pubblica e un invito a presentare contributi allargati a più ambiti per lo sviluppo del Piano d’azione Ue specifico contro il cyberbullismo, previsto per l’inizio del 2026.

“Il bullismo non si ferma alle scuole o ai parchi giochi – ha detto Henna Virkkunen, vice presidente della Commissione per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia – perché i bambini e i giovani sono sempre più esposti al cyberbullismo che può danneggiare il loro benessere in qualsiasi momento attraverso gli smartphone e i social media”.

Virkkunen ha aggiunto che il Parlamento di Bruxelles ha intenzione di “affrontare questa preoccupante tendenza nell’ambito della nostra responsabilità di rendere il mondo online un ambiente più sicuro e più ricco di responsabilità per i più giovani delle nostre società”.


Gli ultimi dati che arrivano dall’Unione europea ci dicono che in media un adolescente su sei riferisce di essere stato vittima di cyberbullismo, e uno su otto ammette di averlo commesso.

Il fenomeno, quindi, è tutt’altro che marginale: la Commissione per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia ha tenuto a fare sapere di essere impegnata a combattere il cyberbullismo e a costruire una strategia globale a livello europeo, come annunciato negli orientamenti politici della presidente Ursula von der Leyen.

Il prossimo piano si concentrerà sulla protezione dei minori, prendendo in considerazione anche altri elementi del cyberbullismo, come la dimensione di genere e l’accresciuta vulnerabilità del fenomeno.

A livello nazionale ricordiamo che ad inizio estate, presentando a Palazzo Chigi i dati Istat relativi al 2023, nel corso di un evento ufficiale a cui ha preso parte anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, sono state rese pubbliche le strategie attivate dal governo per contrastare le forme sempre più insidiose del cyberbullismo.

“Grazie alle nuove linee guida sull’educazione civica, ai rinnovati programmi scolastici e alle lezioni sull’educazione alle relazioni, al rispetto nei confronti della donna – ha detto il ministro Valditara ai nostri microfoni a margine della presentazione – , abbiamo ottenuto risultati straordinari: le scuole hanno registrato quasi il 70% di cambiamenti in positivo nei comportamenti dei ragazzi. Circa in media il 90% delle scuole hanno avviato questi percorsi e soprattutto nella grande maggioranza dei casi si tratta di percorsi curricolari”.

Alla presentazione dei dati Istat sul cyberbullismo era presente anche Eugenia Roccella, ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità: “Grazie al decreto Caivano, “nei nuovi device, quindi anche nei nuovi telefonini, è presente l’App del ‘parental control’: bisogna che i genitori imparino a usarla, perché si può controllare, non in maniera da spie, così da avere conoscenza di quello che i ragazzi possono fare sul web”. È una modalità che permette di sapere “a quali siti internet hanno accesso i ragazzi, con quali orari e così via”, ha sottolineato Roccella.

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