Ci sarà davvero la Dad a maggio 2026? Sembrava impossibile tornare alla situazione che si è creata nel 2020/2021, dopo lo scoppio della pandemia da Covid, e invece eccoci qua: per il momento si tratta solo di un’ipotesi, avanzata da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sabato 4 aprile, per far fronte a quello che è stato definito “lockdown energetico” che per adesso non sarà concretizzata.
Dal Ministero il 7 aprile è arrivato immediato un secco “non è una misura contemplata nel piano del governo”, quindi, per il momento le scuole resteranno aperte. Lo stesso ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara lo ha confermato ad Adnkronos.
Ma le scuole sarebbero pronte a tornare alla didattica a distanza? Cosa è successo nel 2020 e cosa hanno dovuto fare docenti e dirigenti per continuare a fare “scuola”? Facciamo un passo indietro nel tempo.
La didattica a distanza, nel 2020, è stata adottata dopo la pubblicazione del Dpcm dell’8 marzo 2020, che all’articolo 2H “ha sospeso i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonchè la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore”.
La nota n. 388 del 17 marzo 2020 ha dato le prime istruzioni operative, in cui la Dad viene definita come un ambiente di apprendimento che richiede la costruzione ragionata del sapere attraverso l’interazione tra docenti e alunni, superando la mera assegnazione di compiti o l’invio di materiali senza spiegazione.
Il decreto del Ministro dell’Istruzione 26 giugno 2020, n. 39, ha dato necessità per le scuole di dotarsi di un Piano scolastico per la didattica digitale integrata.
Le linee guida del 7 agosto 2020 parlano di Didattica Digitale Integrata (DDI), da adottare nelle scuole secondarie come modalità complementare e in ogni grado in caso di sospensione delle lezioni.
Il ruolo del DS:
Il ruolo dei docenti:
Valutazione e inclusione:
Regolamentazione:
Le scuole devono integrare il Regolamento d’Istituto con norme di comportamento per i collegamenti, sanzioni per infrazioni digitali e strategie contro il cyberbullismo.
Questo contratto integrativo, nell’ottobre 2020, stabilisce i diritti e i doveri del personale docente durante la DDI, garantendo che l’attività si svolga nel rispetto della libertà di insegnamento.
Secondo quanto stabilito dall’Ipotesi di CCNI del 25 ottobre 2020, l’attivazione della Didattica Digitale Integrata (DDI) è strettamente ed esclusivamente legata allo stato di emergenza dovuto al virus COVID-19, almeno a livello generalizzato. Anche da prima del Covid, comunque, qualcosa di simile è previsto per situazioni specifiche relative a singoli alunni, secondo il Dlgs 66/17 art. 16.
In soldoni, al momento il CCNI dei docenti relativo alla Dad fa riferimento solo alla situazione epidemiologica da Covid. Solo con un intervento del Governo si potrebbe estendere ad altre situazioni, come appunto quella attuale di crisi energetica.