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Aggiornato il 17.02.2026
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Danni dello smartphone sui bambini, ecco cosa rischiano i più piccoli. L’allarme dei pediatri per il Safe Internet Day

Pochi giorni fa si è celebrato il Safe Internet Day, la giornata dedicata alla sicurezza online. Un tema che riguarda da vicino scuole e famiglie, soprattutto alla luce dei dati diffusi dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) sull’impatto degli smartphone e dei dispositivi digitali sulla salute di bambini e adolescenti. L’esposizione ai media device, ricorda infatti l’associazione, è “progressivamente aumentata tra i bambini e gli adolescenti, specie dopo la pandemia Covid-19”. Smartphone, tablet e piattaforme social sono ormai parte integrante dell’ambiente di crescita, ma “l’uso precoce, prolungato e non regolato può interferire con processi neurocognitivi, ritmi fisiologici, sviluppo emotivo e relazioni sociali”. Il tema è stato al centro di un focus de La Tecnica della Scuola, dedicato proprio al tema dell’utilizzo dello smartphone in classe.

Gli effetti dello smartphone sui più piccoli

I rischi di un utilizzo massiccio dei dispositivi digitali sui più piccoli emergono anche da una recente revisione della letteratura condotta dalla Commissione Dipendenze Digitali della SIP, “che ha analizzato oltre 6.800 studi, di cui 78 inclusi nell’analisi finale”. I risultati evidenziano effetti che toccano diversi ambiti della salute. Sul piano fisico, lo schermo favorisce la sedentarietà, interferisce con i segnali di sazietà e aumenta il consumo di cibi ad alta densità calorica, anche per l’esposizione a marketing alimentare persuasivo, con possibili conseguenze sulla crescita ponderale e sui rischi cardiometabolici. Anche la vista risente dell’uso prolungato: intenso lavoro di accomodazione e scarsa esposizione alla luce naturale sono associati a affaticamento visivo, secchezza oculare e progressione miopica.

Sviluppo cognitivo a rischio negli adolescenti

Particolarmente delicato è il capitolo dello sviluppo cognitivo. Nei primi anni di vita, scrive la Società Italiana di Pediatria, “l’eccesso di schermi riduce le interazioni adulti-bambino, fondamentali per acquisizione del linguaggio, funzioni esecutive e regolazione emotiva”. Studi di neuroimaging mostrano alterazioni nelle aree deputate ad attenzione, memoria e pre-lettura nei bambini con consumi elevati e non mediati di smartphone. Negli adolescenti sono descritte riduzioni del volume di sostanza grigia in regioni prefrontali, temporoparietali e sottocorticali e una minore connettività interemisferica del corpo calloso. Alterazioni che “somigliano a quelle osservate nelle dipendenze da sostanze” e che possono contribuire a difficoltà nella regolazione degli impulsi, nella memoria di lavoro e nell’attenzione sostenuta. Vi è inoltre evidenza di possibili associazioni positive tra tempo di schermo e sintomi simili all’ADHD.

Sonno e benessere piscologico compromessi

Non meno rilevante è l’impatto su sonno e ritmi circadiani. “Dalla prima infanzia all’adolescenza, l’esposizione serale e notturna ai dispositivi determina ritardo nell’addormentamento, ridotta durata totale del sonno e compromissione del ritmo circadiano”, osserva SIP, con effetti su regolazione emotiva, rendimento scolastico e comportamento. Sul fronte del benessere psicologico, ansia, irritabilità, bassa autostima e sintomi depressivi si associano a uso eccessivo di social media, cyberconfronto e FOMO (Fear Of Missing Out, letteralmente “paura di essere tagliati fuori”). L’iperconnessione favorisce anche dipendenze comportamentali, tra cui gaming disorder e dipendenza da social media. Inoltre, la presenza online senza supervisione espone a cyberbullismo, sexting, grooming e diffusione non consensuale di contenuti, e la vittimizzazione digitale si associa a un incremento significativo del rischio di suicidio.

L’appello sui social dei pediatri-influencer

Un messaggio chiaro, insomma, quello dei pediatri. In occasione del Safe Internet Day, molti di essi hanno pubblicato sui social video informativi di denuncia contro i rischi degli smartphone per i più piccoli. Tra gli altri, i dottori Maria Elena Lorenzetti e Giuseppe Varrasi, noti in rete come #PediaLore e #DottorPeppe, animatori della pagina IPediatri.it, che su Instagram conta oltre 420 mila follower.  “Lo smartphone non è uno strumento adatto all’età pediatrica”, scrivono. “Dobbiamo essere onesti con noi stessi: il telefonino non insegna, non forma e non aiuta lo sviluppo dei nostri figli. Troppo spesso è solo un “metodo di controllo” per tenerli impegnati quando non abbiamo tempo o voglia di occuparci di loro”.

Un mondo “fatto di relazioni reali e non di pixel”

“Non possiamo pretendere che i nostri figli si stacchino dagli schermi se noi siamo i primi a consultarli mentre spingiamo il passeggino o durante i pasti”, concludono i pediatri. “I bambini ci guardano e imparano dai nostri comportamenti, non dalle nostre critiche. Siamo noi a disegnare il mondo in cui i nostri figli crescono: facciamo in modo che sia il migliore possibile, fatto di relazioni reali e non di pixel”.

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