Nessuna didattica a distanza da attuare nelle ultime settimane dell’anno scolastico, in risposta alla scarsità di carburante e al caro-vita che si sta determinando a seguito della guerra in Iran. A pensarla così sono in tanti, praticamente tutti coloro che hanno preso posizione finora sull’ipotesi Dad.
Lo ha detto chiaramente il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che ha tagliato corto: “non è una misura contemplata nel piano del governo”, quindi, per il momento le scuole resteranno aperte.E la pensano così in molti. A spingere per il mantenimento della didattica in classe, malgrado la crisi energetica, solo state prima dei tutto le associazioni riunite nella Rete della scuola in presenza.
“L’esperienza degli anni scorsi – hanno fatto sapere dalla Rete – ha già mostrato con chiarezza quanto la didattica a distanza abbia amplificato il disagio psicologico, relazionale ed educativo di bambini e adolescenti, colpendo in modo ancora più grave gli studenti più fragili. La Dad ha inoltre compromesso il diritto all’inclusione degli alunni con disabilità e ha fortemente limitato il diritto all’istruzione, alla relazione e alla socialità, che devono essere garantiti a tutti i minori”.
La Rete della scuola in presenza ha quindi reputato “gravissimo che, di fronte alle conseguenze economiche di un conflitto internazionale, si torni ancora una volta a pensare di sacrificare la scuola. È una prospettiva inaccettabile non solo sul piano educativo, ma anche su quello culturale e civile”.
Lo stesso Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, che sembrava aprire alla Dad in caso “per frenare il costo della vita”, ha in giornata specificato: “abbiamo semplicemente aperto gli occhi sui rischi derivanti dalla guerra. Per la nostra organizzazione sindacale è ben ricordare che la scuola non dovrebbe mai sospendere le lezioni in presenza, all’interno delle classi. E se dovesse accadere, dovrebbe essere l’ultimo comparto a farlo”.
“Intanto, però, potremmo organizzare sicuramente le riunioni collegiali in modalità online e salvare l’anno scolastico in presenza. Rimane chiaro, a nostro avviso, che se aumentano i prezzi del carburante, a chi lavora fuori sede, costretto a percorrere ogni giorno decine e decine di chilometri, se non centinaia, dovranno essere assegnati dei ristori”, ha concluso Pacifico.
L’eventualità della didattica a distanza non piace neanche a suor Anna Monia Alfieri, cavaliere al Merito della Repubblica ed esperta di politiche scolastiche: “Ringrazio di vero cuore il ministro Valditara che ha affermato con chiarezza che la didattica a distanza non è tra le misure con cui il Governo pensa di far fronte alla situazione di emergenza energetica – ha detto la Suora -: le parole del ministro costituiscono un chiaro segnale dell’attenzione riservata dal Governo all’apprendimento dei giovani e al loro benessere formativo e sociale”.
“Sono certa – ha concluso l’esperta di politiche scolastiche – che tutte le forze politiche sapranno sostenere questa scelta in modo responsabile e costruttivo”.