Continua la conta dei dispersi della strage di Crans-Montana, località sciistica svizzera in cui, nella notte di San Silvestro, un incendio in un locale in cui si stava svolgendo una festa in occasione del Capodanno ha causato la morte di 47 persone.
I dispersi rimangono ancora centinaia, tra cui alcuni ragazzi minorenni italiani: un sedicenne bolognese, un sedicenne romano, un diciassettenne genovese, una sedicenne milanese. La docente del ragazzo di Bologna ha parlato, con sgomento, ai microfoni de La Repubblica.
L’insegnante ha purtroppo scoperto il coinvolgimento del suo alunno dalla televisione: “Stavo già male per quei ragazzi a Crans-Montana quando ho scoperto che era disperso, me lo sono vista in video, sono scoppiata a piangere. Ci siamo sentiti tra colleghi, il coordinatore di classe, i bidelli. Non sapevo cosa fare, mi è venuto in mente che parlando con lui avevo scoperto di avere un amico comune con la famiglia e così l’ho chiamato cercando di saperne di più. Ma nessuno sa nulla”.
Il ragazzo frequenta la terza liceo e i suoi prof lo descrivono tutti come un ragazzo socievole, sorridente, bravo a scuola e impegnato, tanto da essere stato scelto come rappresentante di classe. “Segue le mie lezioni dal primo anno – continua la docente – e di lui mi hanno sempre colpito la gentilezza e il sorriso accompagnati da una grande maturità. Ogni volta che entro in aula, mi chiede se voglio che mi vada a prendere un caffè”.
Lo stesso dice un altro professore, coordinatore di classe. “Sono arrivato a settembre, ma ho avuto modo di scoprire che non si tira mai indietro. In queste ore sono in contatto con i compagni, tutti molto angosciati. Anche perché non conoscono nessuno che era con lui. Non c’erano amici di Bologna”.
Anche la dirigente scolastica del liceo frequentato dal ragazzo di Bologna ha parlato, a Il Resto del Carlino.
“Che accada una cosa simile a dei ragazzi, degli adolescenti, che si affacciano alla vita, è qualcosa che fa davvero molto male – queste le sue parole –. Terribile che un momento di divertimento si sia trasformato in qualcosa di così grave, qualcosa di impensabile”.
“Profondissima vicinanza ai genitori – dice, la voce commossa –, da parte mia e di tutti i docenti. La notizia del suo coinvolgimento ci ha raggiunto mentre tutti siamo lontani da scuola. È tutto molto doloroso – sottolinea –. Anche i docenti si sono messi a disposizione per risalire a notizie più precise. La nostra speranza è che alla fine la luce si accenda e che sia con noi. Non possiamo che restare in attesa”.