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18.09.2026
Aggiornato alle 17:25

Docente accoltellata a scuola da uno studente 13enne. Poco prima aveva spruzzato spray urticante

La scuola è iniziata soltanto da pochi giorni e già si moltiplicano le segnalazioni di episodi di violenza da parte di giovanissimi. L’ultimo caso arriva da Roma, dove uno studente di 13 anni avrebbe accoltellato una docente, ferendola non in modo grave, dopo aver spruzzato spray al peperoncino. A riferire la notizia è la Repubblica, secondo cui l’episodio sarebbe avvenuto “in una scuola media della periferia est della Capitale”, e la prima chiamata al 112 sarebbe arrivata “alle 9.30, poco dopo il suono della campanella”.

“La vittima è stata trasferita in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale Vannini“, si legge nell’articolo. “A scuola sono arrivati immediatamente i carabinieri del comando provinciale di Roma. I militari della stazione di Centocelle hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare le responsabilità del ragazzo”. Le ragioni che avrebbero portato il tredicenne a compiere il gesto, precisa il quotidiano, al momento rimangono sconosciute.

“La professoressa, profondamente provata dall’accaduto, non è in pericolo di vita“, riporta ancora Repubblica. “Le indagini dei militari proseguono per accertare tutti i dettagli della vicenda e verificare come il minore sia riuscito a introdurre il coltello e lo spray al peperoncino all’interno della scuola. L’adolescente è figlio di una famiglia come tante, senza disagi o criticità particolari. Anche la professoressa ha un ottimo rapporto con gli studenti e non avrebbe mai avuto conflitti in classe”.

Il commento della Gilda degli insegnanti

È inaccettabile dover commentare nuovamente un gravissimo fatto di cronaca ai danni di un insegnante. Questi atti intollerabili rappresentano un’aggressione diretta non solo alla persona ma a tutta l’istituzione scolastica e al ruolo della funzione docente. Stiamo assistendo progressivamente all’erosione dello spazio professionale dell’insegnante e all’involuzione del rapporto scuola – famiglia. La scuola non deve trasformarsi in un territorio di scontro ma deve rimanere un luogo sicuro di formazione, rispetto e crescita civile. La Gilda degli Insegnanti esprime solidarietà nei confronti della collega. È quanto diffonde in una nota la Gilda degli Insegnanti.

D’Aprile e Pantuso (UIL): “La risposta non può essere solo repressiva”

“Esprimiamo piena solidarietà alla docente aggredita e a tutta la comunità scolastica coinvolta. Quanto accaduto è gravissimo e lo è ancora di più se, come emerge dalle prime ricostruzioni, l’aggressione sarebbe stata ripresa con un cellulare nel tentativo di trasmetterla in diretta. Un elemento che aggiunge ulteriore gravità a un episodio già di per sé sconcertante”. Lo dichiarano Giuseppe D’Aprile, Segretario generale della UIL Scuola, e Saverio Pantuso, Segretario regionale UIL Scuola Lazio, dopo l’aggressione avvenuta ai danni di una docente, ferita con un coltello da uno studente, in una scuola media di Centocelle, a Roma.

“È inaccettabile per un paese civile che un insegnante debba temere per la propria incolumità mentre svolge il proprio lavoro. Le aggressioni nei confronti di chi lavora a scuola stanno assumendo i contorni di un fenomeno sistemico”, sottolineano D’Aprile e Pantuso.

“Servono risposte e strumenti concreti. Non bastano le dichiarazioni sull’importanza della scuola e sul ruolo fondamentale che svolge nella società: occorrono interventi strutturali, risorse adeguate, formazione, strumenti di prevenzione e supporto psicologico. La sicurezza di chi lavora nella scuola deve essere una priorità”.

“Da tempo – proseguono i sindacalisti – denunciamo la perdita di prestigio sociale e di autorevolezza della scuola. In queste ore assisteremo probabilmente al consueto dibattito su metal detector e inasprimento delle sanzioni. Misure esclusivamente repressive, oltre ad avere forti ricadute sull’organizzazione delle scuole, non possono rappresentare la risposta centrale a un fenomeno così complesso”.

“Gli approcci punitivi, da soli, non risolvono il problema. Più che alimentare una discussione destinata a esaurirsi sull’onda dell’emergenza, occorre riportare il tema su un piano politico e sociale più ampio, coinvolgendo tutti gli attori interessati. Serve soprattutto ricostruire un’alleanza solida tra scuola e famiglie”, concludono D’Aprile e Pantuso.

Flc Cgil: “Sgomenti”

“L’aggressione avvenuta questa mattina in una scuola media del quartiere Centocelle a Roma, che ha visto una docente ferita da uno studente di appena 13 anni, ci lascia sgomenti”. Così in una nota la Flc Cgil che esprime “la più sentita solidarietà e vicinanza alla docente e a tutto il personale dell’istituto”. 

“Siamo di fronte – continua la nota – a un episodio di estrema gravità, dove la violenza viene persino spettacolarizzata ad uso dei social network. Di fronte a tragedie di questo tipo, tuttavia, ribadiamo con fermezza la nostra contrarietà a qualsiasi strada di stampo securitario o repressivo”. 

Per il sindacato “trasformare le scuole in luoghi di repressione o di controllo poliziesco ne snaturerebbe la funzione costituzionale: la scuola deve rimanere uno spazio di inclusione e di democrazia”.

 “La risposta alla violenza deve arrivare da risorse per il miglioramento complessivo della scuola e da una solida alleanza educativa tra istituzioni scolastiche, enti locali e servizi sociali che non lasci sole le famiglie e tutta la comunità educante”, termina la nota.

Pacifico: “Lavoro dell’insegnante sempre più complesso”

“Questo ennesimo episodio da condannare, senza se e senza ma, ci fa comprendere quanto sia importante il lavoro svolto a scuola e da cui insegna: siamo vicini alla docente aggredita e chiediamo a tutti di riflettere su quanto accaduto oggi nella periferia romana, riteniamo che non possa essere derubricato a mero fatto di cronaca”. Lo ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

Secondo il sindacalista autonomo, “in una società dove è sempre più labile il confine tra la realtà e il virtuale, in cui si tende a rappresentare tutto attraverso i social, il lavoro dell’insegnante diventa sempre più complesso e difficile da portare avanti: per questo, deve essere sempre più valorizzato. Evidentemente, non è più nemmeno sufficiente punire applicando le leggi, ma bisogna prevenire con segni chiari di sostegno e rispetto verso chi educa i nostri figli ogni giorno. La scuola è, e deve rimanere, un luogo di educazione, crescita e convivenza civile, mai e in nessun caso luogo di violenza”, conclude Pacifico.

Rusconi (Anp Roma): “Fatto grave”

“Il fatto avvenuto a Roma è particolarmente grave. E’ importante che la scuola reagisca subito facendo una denuncia. Uno dei compiti primari della scuola, come ha ribadito il ministero dell’Istruzione, deve essere l’educazione al rispetto. Sempre più i nostri ragazzi vengono deviati dall’uso dei device che spesso danno indicazioni di violenza, le famiglie a volte sono assenti. I giovani devono capire che è importante avere una buona formazione e una buona capacità di relazionarsi con gli altri. Il compito della scuola si basi sull’educazione al rispetto che vuol dire rispettare i compagni, gli ambienti, e le regole”. Così parlando con l’ANSA Mario Rusconi presidente Anp Roma.

Manzi (PD): “Vicinanza alla docente, episodio sconvolgente”

“Esprimo, a nome mio e del Partito Democratico, la più profonda vicinanza e solidarietà alla docente aggredita questa mattina in una scuola media di Roma e a tutta la comunità scolastica coinvolta in un episodio gravissimo e sconvolgente. In attesa che le autorità facciano piena luce sulla dinamica e sulle responsabilità di quanto accaduto, il nostro pensiero va innanzitutto all’insegnante, alla sua famiglia, ai colleghi, agli studenti e a tutto il personale della scuola. A loro vogliamo far sentire tutta la nostra vicinanza”. Così Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd
“Ancora una volta un episodio di violenza colpisce la scuola e, insieme ad essa, una figura fondamentale della nostra comunità: l’insegnante. Non possiamo rassegnarci all’idea che chi ogni giorno ha il compito di educare, accompagnare e formare le nuove generazioni possa trovarsi esposto alla violenza proprio nel luogo in cui svolge la propria funzione. Questi episodi ci impongono di interrogarci e di intervenire sulla prevenzione. La risposta, prosegue la dem, non può arrivare soltanto dopo che la violenza si è manifestata: dobbiamo essere capaci di intercettare prima il disagio, rafforzare l’ascolto e il sostegno agli studenti, essere a fianco degli insegnanti e dell’intera comunità educante,  costruire una collaborazione più forte tra scuola, famiglie, servizi e territorio e investire nella comunità educante”.

“La violenza va condannata con fermezza, ma la condanna da sola non basta. Servono strumenti, risorse e una strategia educativa di lungo periodo per prevenire la violenza e contrastare il disagio giovanile. È una responsabilità che riguarda le istituzioni, le famiglie e tutta la società.
Alla docente e alla comunità scolastica di Roma rinnoviamo la nostra solidarietà e la nostra vicinanza”. Così conclude Manzi

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