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Docente con due lauree finte: “Spinto dal bisogno di lavorare, nessuna lamentela a scuola”. Restituirà 63mila euro di stipendi

Redazione

Una storia che ha dell’incredibile: è stato scoperto un docente in possesso di due finte lauree. L’uomo, un 39enne, è stato “beccato” quindi senza i titoli necessari per insegnare. Per questo dovrà restituire al Ministero dell’Istruzione e del Merito 63mila euro di stipendi incassati.

Come riporta Il Giorno, il docente per anni si è spacciato per un laureato in Ingegneria gestionale della logistica e della produzione dell’Università Federico II di Napoli, addirittura con il massimo dei voti. Poi ha dichiarato di essere un laureando in Ingegneria delle automazioni. Il tutto per essere inserito nelle graduatorie scolastiche e insegnare alle superiori. 

La carriera del docente

Peccato che i titoli millantati non siano mai stati conseguiti dal 39enne. Da qui la condanna della Corte dei Conti della Lombardia a restituire al Ministero dell’Istruzione e del Merito tutti gli stipendi indebitamente percepiti dal 2021 in avanti, per un ammontare di 63.233,45 euro.

I primi due contratti a tempo determinato finiti sotto la lente della Procura contabile risalgono al periodo 29 settembre-6 dicembre 2021, “in qualità di docente supplente per un posto normale per l’insegnamento di A027 – Matematica e Fisica”. In quei casi, si legge nelle motivazioni, il trentanovenne ha presentato “dichiarazione sostitutiva di atto notorio indicante il possesso della laurea”.

L’esperienza è proseguita con un secondo contratto fino al 31 agosto 2022, stavolta come docente di Scienze e tecnologie informatiche. Nel frattempo, il 30 maggio 2022 l’uomo ha presentato domanda volta all’inserimento nelle graduatorie provinciali e di istituto per le supplenze negli anni scolastici 2022-2023 e 2023-2024, dichiarando di possedere i seguenti titoli di studio: laurea triennale in Ingegneria gestionale della logistica e della produzione conseguita il 19 dicembre 2008 presso l’Università Federico II di Napoli e laurea specialistica nella stessa materia conseguita il 9 dicembre 2011 nel medesimo polo accademico partenopeo con votazione di 110/110 e lode. Titoli che gli hanno consentito di continuare a restare in cattedra in un altro istituto fino al 20 gennaio 2023.

Le dimissioni

Quel giorno, infatti, il prof si è dimesso, mettendo fine in anticipo a un contratto da 18 ore settimanali in vigore fino al 30 giugno 2023. Il motivo? Ventiquattro ore prima, l’ufficio di segreteria della scuola brianzola ha accertato con un controllo alla Federico II che l’uomo non aveva conseguito i titoli dichiarati.

Così il dirigente scolastico ha comunicato quanto scoperto all’ufficio decentrato di Monza e Brianza del Provveditorato regionale, che il 16 marzo 2023 ha decretato l’esclusione dell’uomo dalle graduatorie. Finita? No, perché il trentanovenne ha continuato a insegnare: prima a Cantù (quindi in un’altra provincia) dal 13 settembre 2023 al 30 giugno 2024 e poi in un istituto tecnico di Monza dichiarando laureando della eCampus (circostanza smentita dall’università).

La difesa in udienza

In udienza, il prof ha riconosciuto la non veridicità delle dichiarazioni (per le quali ha ricevuto anche un decreto penale di condanna per falso ideologico), ma ha aggiunto di averlo fatto non con “intento fraudolento”, bensì perché spinto “dalla necessità di trovare un’occupazione e dalla convinzione di poter comunque svolgere con competenza e dedizione le mansioni richieste”. Di più: il difensore ha sottolineato che l’insegnante non ha mai ricevuto “alcuna nota di demerito o lamentale da parte di dirigenti, colleghi, studenti o famiglie”.

Cosa hanno replicato i giudici

Una linea bocciata dai giudici, che hanno premesso: “La condotta illecita è pacifica, essendo stata ammessa dallo stesso convenuto e comunque inequivocabilmente dimostrata dalle indagini esperite”. E ancora: “Ugualmente presente è l’elemento psicologico del dolo, non essendo ragionevolmente possibile interpretare la condotta se non come mossa dal chiaro intento di ingannare l’amministrazione al fine di ottenere incarichi di insegnamento in assenza del titolo abilitante”.

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