Il sogno di una vita finalmente realtà, anche se a 67 anni, età in cui generalmente si va in pensione e si chiude la carriera. Una docente, dopo anni di supplenze, è diventata di ruolo proprio a quest’età, come riporta Il Mattino.
La donna, maestra della scuola dell’infanzia, ha iniziato nel 1978 a insegnare, facendo qualche supplenza. Poi si è dedicata alla famiglia, per poi ritornare a lavorare nel 2017, passando da scuola a scuola, da classe a classe.
Come tutti i neoassunti l’insegnante dovrà affrontare l’anno di formazione e prova previsto dalla normativa. “L’anno di prova? Credo proprio di averlo fatto per una vita”, ha detto con un misto di ironia e amarezza.
“Ho sempre cercato di fare il mio lavoro con passione – ha raccontato – I bambini ti insegnano ogni giorno qualcosa di nuovo. Sono loro la parte più bella di questo mestiere. I bambini oggi sono molto più vivaci, più curiosi, chiedono tantissime attenzioni. Anche il rapporto con i genitori è diverso rispetto a tanti anni fa. Bisogna ascoltare, parlare con delicatezza, trovare sempre il modo giusto. Io sono una persona calma e questo mi ha aiutato tantissimo”.
“Quando mi hanno comunicato la notizia mi sono emozionata tantissimo – ha concluso – Non pensavo più che sarebbe arrivato questo momento. È una soddisfazione enorme”.
Prendere la cattedra e andare in pensione nello stesso giorno. È una vicenda curiosa, ai limiti del paradossale, quella vissuta da Liborio Princiotta, 68 anni, insegnante di religione originario di Brolo, paese di poco più di cinquemila abitanti in provincia di Messina. Dopo due decenni di attesa il docente – a lungo precario in servizio presso l’istituto tecnico commerciale “Francesco Paolo Merendino” di Capo d’Orlando, sempre nel messinese – ha superato l’esame orale per l’immissione in ruolo. Nelle stesse ore, come detto, è andato in pensione. Un doppio traguardo a dir poco unico, festeggiato per ben tre volte, racconta in questa intervista alla Tecnica della Scuola.
“Ho aspettato questo giorno per 23 anni“, spiega il docente. “Mi ero sempre posto questo obiettivo, ma mi ero quasi rassegnato ad andare in pensione senza essere di ruolo. Poi, nel 2025, è uscito il concorso, e ho deciso di partecipare”. A quel punto Princiotta aveva già 67 anni, ma chiede un prolungamento dalla dirigente scolastico Maria Riccirdello e alla vice Mariangela Sapienza, “che mi è stato concesso, anche perché a scuola mi occupavo di molte cose, compresi i progetti Erasmus”. Ottenuta la proroga, il prof. si mette sotto per affrontare l’esame. Non senza suscitare qualche curiosità. “Qualcuno dei commissari mi ha chiesto perché partecipassi, visto che stavo per andare in pensione. Ho risposto con il sorriso, ma in maniera decisa, che non volevo negarmi questa soddisfazione. Mi hanno detto che avevo ragione e abbiamo fatto l’esame”.
Superato con risultati brillanti, rivendica il docente. “Sono arrivato terzo tra tutti i candidati, nonostante il mio inglese un po’ claudicante, frutto del tipo di studi che si facevano quando ero ragazzo”. Il pomeriggio stesso, prosegue, si è tenuto il collegio docenti di fine anno, nel quale si saluta chi va in pensione. “Ho fatto tre feste, una la mattina, una volta passato l’esame, l’altra dopo il collegio docenti e la terza la sera, con i parenti e gli amici più cari”. Tanta gioia, insomma, ma anche la consapevolezza di poter essere un esempio per i giovani precari “tentati” di gettare la spugna. “Da cattolico, dico che la speranza non deve mai morire“, spiega. “Da laico, dico che la vita riserva tante sorprese, sia negative che positive, ma per vederle bisogna avere la forza di aspettare e di non mollare“.