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03.04.2026

Docenti aggrediti, il focus de “La Tecnica della Scuola” su Rei Tv: “Controlli e metal detector non bastano, ecco perché”

Insulti a voce, minacce sui social, aggressioni fuori dalle scuole. La violenza nei confronti dei docenti è tornata d’attualità dopo il caso avvenuto lo scorso 25 marzo a Trescore Balneario, dove uno studente di 13 anni ha aggredito a coltellate la sua docente di francese, riprendendo tutta la scena con il telefono. Nella vita di tutti i giorni, tuttavia, le aggressioni sono operate soprattutto dai genitori. A rivelarlo è un sondaggio de La Tecnica della Scuola, che evidenzia come sette docenti su dieci siano oggetto di volenze da parte dei genitori. A parlare del tema è stato il nostro redattore Valerio Musumeci, nel corso della trasmissione “L’intervista”, condotta da Filippo Romeo su Rei Tv.

Rileggi il nostro focus sulle aggressioni ai docenti

Quello delle aggressioni verso i docenti è un fenomeno gravissimo e quasi impensabile fino a qualche anno fa. “Va recuperato il ruolo sociale della scuola, come luogo in cui si costruisce il futuro”, ha detto Musumeci. “Il nostro sondaggio, purtroppo, dimostra che questo aspetto non è chiaro ai genitori degli studenti, prima ancora che agli studenti stessi. Se non si torna a questa consapevolezza, affrontare situazioni come quelle che raccontiamo ogni giorno diventa davvero difficile”. Nei primi mesi del 2026, ha ricordato ancora il giornalista, “sono stati almeno due i casi di aggressione da parte dei genitori nei confronti dei docenti, a Foggia e Pachino. A dimostrazione del fatto che il fenomeno è più complesso di quanto appaia dalla mera cronaca, e richieda una presa di coscienza immediata da parte di tutti”.

Il redattore de la Tecnica è intervenuto anche sulle misure per contrastare questi atti, mettendo in guardia da soluzioni semplicistiche. “I metal detector, per esempio, pongono problemi di costi, di gestione da parte del personale, di formazione su un eventuale azione da intraprendere se delle armi venissero effettivamente trovate negli zaini degli studenti. In quel caso, che si fa?”. Più che a livello di macchinari e polizia, insomma, si dovrebbe intervenire alla radice. “Sondaggi come il nostro e trasmissioni come questa servono ad accendere un faro sulla condizione dei docenti”, ha concluso Musumeci, ricordando a tutti che è nelle scuole che si crea la società del domani. Non si tratta di retorica, ma di una consapevolezza da recuperare il prima possibile, perché la situazione è grave”.

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