Registrati
30.10.2026

Docenti di montagna, il credito d’imposta slitta al 2028. Monti: “Oggi quel patto viene stracciato”

Il rinvio al 2028 del credito d’imposta per il personale delle scuole di montagna accende la polemica. Alessandro Monti, sindaco di Baveno, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, coordinatore turismo di Progetto civico Italia e componente del consiglio regionale Uncem Piemonte, accusa il governo di aver sospeso per due anni un sostegno previsto dalla legge 131/2025. Le dichiarazioni risalgono al 29 ottobre, come riporta l’Ansa.

Un patto con i docenti di montagna

Secondo quanto dichiarato da Monti, il bonus, fino a 2.500 euro per affitto o mutuo, “non era un privilegio” ma un patto: il docente garantisce continuità per tre anni in un plesso con meno di 40 alunni e situato oltre gli 800 metri, e lo Stato gli consente di vivere dignitosamente dove insegna: una misura pensata, nelle sue parole, per assicurare continuità nei plessi di montagna. Il contributo, sotto forma di credito d’imposta, riguarda il personale scolastico di ogni ordine e grado che prende in locazione un immobile ad uso abitativo. “Oggi quel patto viene stracciato”, afferma Monti.

Le richieste di trasferimento

Per il sindaco la scelta del governo non è “un errore contabile” ma una “scelta politica sbagliata”, che toglie 40 milioni alla montagna. Monti segnala che le segreterie degli istituti montani hanno già registrato 1.200 domande di trasferimento: docenti che lasciano, famiglie che si spostano, classi che restano scoperte. A pagare il ritardo, a suo giudizio, sono docenti e famiglie. “Senza scuola non c’è paese”, sostiene, indicando le ricadute su sentieri, produttori, alberghi di famiglia e turismo.

Il Fondo per le montagne

Monti critica anche il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, che secondo lui doveva essere di 200 milioni l’anno e che oggi si ferma a 86 milioni per il 2025 e a 70 milioni previsti per il 2026, cifra che, secondo Monti, è inferiore a quanto inizialmente previsto. Meno risorse, avverte, significano meno scuolabus, mense e manutenzione dei plessi, cioè, conclude, meno scuola.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate