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Educazione civica, parte subito: martedì 27 Bussetti firma il decreto. Collegi presto a caccia dei docenti che dovranno insegnarla

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Sul ritorno dell’educazione civica a scuola si sta realizzando esattamente la soluzione indicata dalla Tecnica della Scuola, ancora prima della promulgazione in ritardo da parte del Capo dello Stato: mentre tutti indicavano come certo il passaggio della norma al 2020, su questa testata giornalistica si ricordava che “già in altre circostanze simili, questo genere di problemi di attuazione normativa si sono risolti attivando dei meccanismi, previsti comunque dalla legge, che prevedono l’introduzione delle novità approvate a livello di sperimentazione nazionale”. E così sta andando.

Il ministro ha pronta la soluzione per sistemare tutto

Perché è vero che l’approdo del provvedimento in Gazzetta Ufficiale è arrivato fuori tempo massimo, il 20 agosto anziché entro il 16 agosto, e che quindi la sua entrata in vigore avrebbe superato il 1° settembre 2019, giorno d’inizio del nuovo anno scolastico indicato dalla stessa legge, ma il contrattempo presto si sanerà con una bella “ciambella di salvataggio” del Miur.

A dirlo è stato direttamente il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti: parlando nel corso del meeting di Rimini, il responsabile del Miur ha annunciato di volere firmare martedì 27 agosto “un decreto proprio perché si riesca ad aggiustare” l’entrata in vigore della norma sul ritorno dell’educazione civica in tutte le classi “da un punto di vista amministrativo, oltre che procedurale, affinché entri in vigore dall’anno scolastico prossimo”.

Scuole subito al lavoro

Come già scritto, le scuole, quindi, è bene che si mettano subito al lavoro: spetterà infatti ai Collegi dei docenti d’inizio anno decidere a chi affidare le 33 ore annue d’insegnamento, seguendo le indicazioni della legge approvata ma anche delle linee guida prodotte dal Miur: soprattutto nella scuola secondaria, di primo e secondo grado, si prevede che le ore vengano “spalmate” su più insegnamenti.

Ad ogni docente, in pratica, verrà affidato un modulo di ore attinenti alle sue competenze: ai docenti di educazione fisica, ad esempio, si cederà un “pacchetto” di ore attinenti all’educazione stradale, ai colleghi di diritto i contenuti più vicini alle competenze puramente giuridiche, ai docenti di italiano quelle sul rispetto dell’altro e via dicendo.