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Prima Ora | notizie del 6 luglio

06.07.2026

Erasmus+, il Regno Unito torna in gioco (e Svizzera e Ungheria bussano alla porta). Ipotesi budget da 40 miliardi

Quarant’anni quasi compiuti, e un triplo ritorno che fino a qualche anno fa sembrava impossibile, ma che oggi rappresenta (quasi) una certezza. Parliamo del programma Erasmus +, che come scrive il Sole 24 Ore vive un momento di rilancio grazie alla riapertura della mobilità verso tre Paesi fondamentali del continente europeo. “Per uno (il Regno Unito) la ripartenza piena nel 2027 è sicura”, si legge nell’articolo. “Per il secondo (l’Ungheria) è quasi certa; per il terzo (la Svizzera) è altamente probabile”.

Il ritorno di Londra nel programma di mobilità, ricorda il quotidiano di Confindustria, è stato ufficializzato dal 1° gennaio, dopo anni di gelo post-Brexit. Dopo l’uscita dall’Unione, gli scambi tra Italia e Regno Unito erano calati in modo drastico, pur non essendosi mai del tutto interrotti, “grazie alla possibilità di destinare fino al 20% del budget per l’istruzione superiore (Università, Its, Afam, etcc…) alla mobilità verso Paesi terzi non associati”. Non di meno, il confronto con le partenze pre-Brexit risulta “impietoso”.

Il Regno Unito, infatti, era arrivato a scivolare dal quarto all’ottavo posto tra le destinazioni preferite dagli studenti italiani. Ora, con il pieno reintegro nel programma, ci si aspetta un’inversione di tendenza e un graduale recupero dei flussi di mobilità che negli anni scorsi si erano notevolmente ridimensionati. Si apre un nuovo capitolo, insomma. A questo proposito, la Commissione Ue “ha invitato le agenzie nazionali a parlare di una nuova partecipazione invece che di un ritorno o un rientro“.

E la Svizzera? Per la Confederazione elvetica il passaggio da paese terzo associato a membro effettivo del programma, scrive ancora il Sole, è quasi tracciato. Manca solo un tassello: la ratifica parlamentare dell’accordo di associazione, passaggio che aprirebbe la strada a una partecipazione completa dal 2027. Se tutto andasse bene, “pure in questo caso la mobilità potrebbe crescere”, considerando che tra il 2021 e il 2023 “sono stati 984 (di cui 965 studenti) gli italiani che hanno scelto la Svizzera“.

Un discorso a parte merita l’Ungheria. La partecipazione di Budapest resta legata al più ampio confronto politico con Bruxelles sul rispetto dello stato di diritto, da cui dipende anche lo sblocco di fondi congelati. Come sottolinea il Sole, la vittoria alle ultime elezioni dell’europeista Péter Magyar, subentrato al nazionalista Orban, “ha portato al rimescolamento delle carte”, tanto che la stessa presidente Ursula von der Leyen ha annunciato che “gli studenti ungheresi potranno tornar a far parte della comunità Erasmus”.

Per quanto riguarda le risorse economiche del programma, per il nuovo cicli 2028-2034 si discute un budget vicino ai 40 miliardi di euro, “un aumento di circa il 27% rispetto al ciclo 2021-2027”. Per il quotidiano lo stanziamento dimostra la volontà europea di rilanciare la mobilità studentesca e professionale nel prossimo settennato. Anche in questo caso, però, “nulla è ancora deciso: il testo dovrà passare al vaglio di Consiglio e Parlamento e il confronto tra le istituzioni sta entrando nel vivo“. 

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