La nuova perizia sulla cosiddetta “famiglia nel bosco” parla di “incapacità genitoriale”. Lo riporta Sky TG 24, spiegando che Nathan Trevallion e Catherine Birmingham sono ritenuti non in grado di prendersi cura dei loro tre figli. La relazione è stata redatta dalla psichiatra Simona Ceccoli, nominata dal tribunale per i minorenni dell’Aquila. I bambini, ricorda la testata, “dal 20 novembre scorso sono collocati in una struttura protetta a Vasto”, dove inizialmente era stata ospitata anche la madre. Successivamente la donna è stata allontanata e ricongiunta al marito.
La nuova valutazione non favorisce certo la richiesta dei genitori di riavere i figli. Tuttavia “i consulenti della famiglia anglo-australiana, alla luce della relazione della psichiatra, possono ora controbattere”. La decisione finale spetterà alla Corte d’appello civile dell’Aquila, che dovrà pronunciarsi entro il 15 maggio sulla richiesta di ricongiungimento. Contrario al ritorno dei bambini è anche il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che il 6 marzo ha disposto l’allontanamento della madre dalla struttura. Nel ricorso presentato dai legali Marco Femminella e Danila Solinas si evidenzia “l’unilateralità” dell’ordinanza, accusata di basarsi solo sulle relazioni dei servizi sociali e non su quella della Asl.
Quest’ultima, infatti, aveva invitato a “favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva, attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari”. Alcune condizioni che avevano portato all’allontanamento sono state nel frattempo risolte. In particolare, l’abitazione: il Comune di Palmoli ha messo a disposizione una casa gratuita per due anni. I genitori, però, hanno deciso che vi si trasferiranno solo quando i figli torneranno con loro. Fino ad allora, continueranno a vivere nel bosco.