Su scuola, abitazione e collaborazione con i tutori le criticità della cosiddetta “famiglia nel bosco” sarebbero state superate. Anche dal punto di vista processuale, inoltre, la situazione sarebbe “sul punto di sbloccarsi“. Sono le parole di Simone Pillon, avvocato di Catherine Birmingham e di Nathan Trevallion, che in un’intervista a Libero – citata da Adnkronos – chiede il ricongiungimento della coppia con i tre figli.
“La situazione abitativa è risolta”, ha detto Pillon al quotidiano, “la famiglia ha intrapreso volontariamente un percorso di sostegno alla genitorialità e i bambini hanno brillantemente superato l’esame di ammissione alla classe successiva (la quarta elementare per la più grandicella e la seconda per i gemellini, ndr). Inoltre la collaborazione con il tutore e il servizio è piena”.
“Tutti chiedono il rientro in famiglia, perfino la consulente tecnica d’ufficio”, aggiunge l’ex senatore leghista, subentrato nella difesa a metà del maggio scorso. “Che senso avrebbe, allora, adesso, mantenere ancora quei minori in casa famiglia?”. Per quanto riguarda l’abitazione, i Trevallion “hanno già spostato la loro residenza a Palmoli nella casa che il Comune ha offerto loro”.
Contestualmente, aggiunge il legale, “è stato approvato il progetto per la casa nuova e stanno valutando le offerte dei costruttori. Hanno ottemperato a tutto quanto richiesto. […] Ora spetta alle istituzioni mostrare di essere di parola“. Anche i bambini, aggiunge, “chiedono continuamente di tornare a casa. Sono stanchi e continuano a manifestare fenomeni legati allo stress della separazione“.
“La settimana prossima – annuncia Pillon – mi recherò personalmente al tribunale per i minorenni dell’Aquila. Voglio capire di persona se ci sono ulteriori problemi o se la procedura è finalmente in via di definizione. Del resto sono ormai passati oltre due mesi dalla nostra istanza del 25 giugno e bisogna ricordare che in campo minorile non è prevista alcuna sospensione estiva dei lavori”, conclude.