La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sulla vicenda della famiglia nel bosco. “Penso che quando si tolgono dei bambini alla loro famiglia si debba avere la certezza che stiano meglio senza i genitori che con loro“, ha detto la premier in conferenza stampa, rispondendo a una domanda di Massimiliano Scafi de Il Giornale. “Penso che questi casi nel nostro ordinamento dovrebbero essere estremi, per esempio in situazioni di pericolo o incolumità. Se la questione diventa morale o ideologica abbiamo un problema“.
“Qualcuno mi deve spiegare perché dei bambini non possono crescere in un bosco, ma in una baraccopoli sì“, ha aggiunto la premier, che nelle scorse settimane aveva chiesto chiarimenti alla vicenda al ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “Il nostro ordinamente, storicamente, di fronte a una famiglia in difficoltà lavora per aiutarla, non per aggiungere difficoltà. Questo fenomeno, a mio avviso, è un po’ sfuggito di mano, ragione per cui ho chiesto al ministro Nordio di mandare un’ispezione e avere un dato complessivo degli allontamenti”.
“Quanti sono i casi di allontanamento dei minori dalle loro famiglie, quanto durano, come si risolvono?”, ha chiesto ancora la presidente del Consiglio. “Un monitoraggio in questo momento non c’è. Noi abbiamo presentato una proposta di legge, che istituisce due registri su questo tema, uno presso i tribunali e uno presso la Presidenza del Consiglio. Credo che sia arrivato il momento di studiare questa questione un po’ più a fondo“. Il dibattito sulla vicenda, insomma, è lontano dall’essere esaurito.