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Fedeli: 7 miliardi per l’edilizia, cifre mai viste. Ma non sempre vale la pena ristrutturare

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Per la sicurezza, l’innovazione e il controllo delle nostre scuole abbiamo impegnato “cifre che non si erano mai sentite prima”.

“Soprattutto dopo decenni di tagli e sforbiciate miopi e irragionevoli: abbiamo investito, per il periodo 2014-2017, oltre 7 miliardi di euro”.

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Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in occasione, oggi al Cnr, del primo premio nazionale del Fondo “Vito Scafidi”, il fondo di “Benvenuti in Italia” per la sicurezza a scuola, conferito a tre tesi di laurea magistrale sul tema della sicurezza strutturale degli edifici scolastici.

“Occuparsi di edilizia scolastica – ha sottolineato Fedeli – è una priorità ineludibile di questo Governo, così come lo è stata per il Governo che ci ha preceduti”.

Fedeli ha sottolineato che quanto è stato realizzato “non sono solo parole, ma atti concreti e certificabili”.

A ricevere il riconoscimento dedicato a “Vito Scafidi”, lo studente morto nel novembre del 2008 per il crollo di un controsoffitto (dove erano stati dimenticati da anni dei pesanti tubi di ghiesa) al liceo Darwin di Rivoli, sono stati tre neolaureati in ingegneria all’università di Napoli: Carolina Aiello, Luigi Giannetti, Giovanni Montefusco.

 

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“Dobbiamo essere contenti – ha affermato Fedeli – del fatto che giovani neolaureati abbiano deciso di orientare la propria attività di ricerca sulla sicurezza strutturale degli edifici scolastici”.

Vuol dire che “stiamo guardando all’edilizia scolastica non più in termini di emergenza ma di costruzione di un’architettura scolastica all’avanguardia, sicura, sostenibile, innovativa”.

La ministra ha quindi ringraziato e abbracciato Cinzia Caggiano, mamma di Vito Scafidi: “una madre che con la sua testimonianza lavora giorno dopo giorno per migliorare le criticità di un sistema che non vogliamo faccia più vittime”. Con queste tesi, ha concluso Caggiano rivolgendosi ai vincitori del premio, “fate un regalo a mio figlio: dalla tragedia state costruendo una cultura della sicurezza”.

Per la coordinatrice della struttura di missione per il coordinamento e l’impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica presso la Presidenza del Consiglio, Laura Galimberti, “l’Italia ha un patrimonio scolastico vetusto e da sostituire. Serve manutenzione, ma anche un cambio di prospettiva. Esiste una serie di istituti che non vale la pena ristrutturare”.

Nel corso del 2016, ha ricordato Galimberti, solo con i fondi governativi “sono stati costruiti oltre 100 nuovi complessi scolastici”.

“Ora – ha detto Umberto D’Ottavio (Pd) – occorre valutare gli interventi normativi” da mettere in campo a livello di sicurezza degli edifici scolastici, “senza rinviare”.

“La sfida che abbiamo ancora davanti – ha puntualizzato Davide Mattiello (Pd) – è anche culturale” e ognuno, di fronte alla sicurezza a scuola, deve assumersi le proprie responsabilità.