Si torna a parlare del figlio dell’imprenditore Flavio Briatore. Il ragazzo, che ora ha quindici anni, figlio del piemontese e della showgirl Elisabetta Gregoraci, è stato spesso preso di mira sui social a causa della vita agiata che conduce, tra yacht, costosissime scuole private e lusso.
Qualche giorno fa un commento su una foto pubblicata su Instagram che lo ritrae con la mamma in barca ha provocato la reazione della stessa Gregoraci. Come riporta Vanity Fair, un follower ha scritto, rivolgendosi al giovane: “È un ragazzo fortunato, nella vita non farà niente”.
Ed ecco che, pronta, arriva la risposta di Elisabetta Gregoraci: “Non penso affatto, chi lo conosce sa che è ben lontano dal cliché del ‘figlio di papà’: parla quattro lingue, ha una paghetta da gestire e cresce tra valori, disciplina e responsabilità”, ha precisato l’ex moglie di Briatore.
“Mio figlio non andrà all’università, lo porterò a fare il mio lavoro. Non ho bisogno di un avvocato. Se mio figlio non lo vuole fare va fuori casa”: queste le parole dell’imprenditore Flavio Briatore, che l’anno scorso hanno sollevato moltissime polemiche.
Gregoraci, ai microfoni del podcast “Mamma Dilettante“, di Diletta Leotta, ha detto: “Mio figlio è molto sveglio per la sua età, è bravo a scuola, io ci tengo tantissimo, parla quattro lingue”, ha esordito. “Flavio non vuole che vada all’Università? Io credo che lui debba fare quello che sente. Lo studio è importante, quindi se avrà voglia di studiare e di andare all’università lo deve fare. In ogni caso vedo che quello che fa suo papà gli piace, potrebbe essere una cosa importante per lui, ma dovrà scegliere lui, ognuno deve inseguire i propri sogni e coltivarli. Bisogna provare, gli lascerò molta libertà”.
Ed ecco cosa ha detto l’anno scorso Briatore sulla scuola: “Il vero problema dell’Italia è la burocrazia, che ammazza gli imprenditori. Ho incontrato dei falegnami in un’officina l’altro giorno, che non avendo delle aziende che possono sopravvivere da sole, ai figli fanno fare altro, li mandano a scuola e all’università. Tra 20 anni non ci saranno più falegnami o muratori. L’Italia funziona perché ci sono piccole e medie imprese dove chi ci lavora non sa neanche dov’è Roma, non sa neanche chi è il ministro del lavoro, non gliene frega niente. Se queste imprese funzionano, il figlio è invogliato a fare il lavoro del padre. Il lavoro manuale deve essere incentivato”.
“Mio figlio fa la scuola internazionale a Montecarlo, principalmente in lingua inglese, poi in francese e dopo in italiano. Quest’anno è arrivata una professoressa d’italiano che faceva studiare, nella classe di mio figlio, Pirandello. Io l’ho chiamata e le ho detto: ‘Guardi che questi ragazzi qui sono italiani ma l’italiano è la terza lingua’. Adesso sembra che l’abbia capito”, ha detto Briatore in precedenza, scatenando polemiche.
Ecco gli elementi della scuola del futuro secondo l’imprenditore: “Il Governo deve investire sulla scuola. La scuola deve prepararli per il futuro, iniziando dalle lingue, e su quello in Italia siamo molto scarsi. Poi passando dalle nuove tecnologie. La scuola deve prima preparare i professori per questo. Bisogna partire dalla scuola, e prima della scuola partire dagli insegnanti”.