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Finalmente un esame più chiaro: la nuova Maturità conquista le aule scolastiche

Gli Esami di Stato sono ormai terminati quasi ovunque e, mentre nelle scuole si preparano le cerimonie e le feste per la consegna dei diplomi, è già tempo di tirare le somme. A emergere, almeno dalle prime impressioni dei maturandi raccolte dai media in questi giorni, è una sostanziale promozione del nuovo esame voluto dal ministro Giuseppe Valditara. Molti studenti hanno apprezzato una prova ritenuta più lineare e meno legata a meccanismi considerati artificiosi, giudicandola nel complesso più aderente al percorso di studio compiuto durante gli anni delle superiori.

Uno degli aspetti maggiormente apprezzati è stato il nuovo colloquio orale, che per molti si è rivelato una delle innovazioni più riuscite della riforma. Il ritorno alle materie disciplinari, pur limitate a quattro, ha consentito un approfondimento più serio e rigoroso degli argomenti, superando la logica dei collegamenti talvolta forzati che aveva caratterizzato le edizioni precedenti dell’esame. Gli studenti hanno avuto la possibilità di dimostrare in modo più concreto le proprie conoscenze e le proprie capacità di argomentazione, mentre le commissioni hanno potuto valutare con maggiore precisione la preparazione effettiva dei candidati.

Positivi anche i giudizi sulla nuova composizione delle commissioni d’esame. La struttura più snella è stata percepita come un elemento di semplificazione — parola sempre gradita alla scuola italiana — capace di ridurre gli aspetti burocratici e di rendere più agile l’organizzazione dell’esame senza comprometterne la serietà. Tra gli aspetti apprezzati figura anche la decisione di affidare al Ministero la scelta delle materie interne. La misura consente di evitare automatismi consolidati negli anni all’interno delle scuole, che spesso portavano alla presenza ricorrente delle stesse discipline, favorendo invece una distribuzione più equilibrata e una maggiore uniformità dei criteri di valutazione a livello nazionale.

Se alla vigilia non erano mancate le perplessità, il verdetto arrivato dalle aule scolastiche appare dunque più che favorevole. La nuova maturità ha convinto gran parte degli studenti, che ne hanno apprezzato l’impostazione più essenziale e il ritorno a una verifica approfondita delle discipline. Le innovazioni introdotte non hanno snaturato l’esame, ma ne hanno rafforzato la funzione educativa. Per molti maturandi, dunque, la riforma Valditara supera il suo primo banco di prova e ottiene una piena promozione.

Ivana Londero

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