Si continua a parlare della decisione, del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, di avviare ispezioni nelle scuole in cui ha parlato, in un webinar, la relatrice Onu per i territori palestinesi Francesca Albanese. Il capo del dicastero di Viale Trastevere è intervenuto nuovamente sul tema.
Durante una visita in una scuola a Milano ha detto: “Si vuole accertare se è vero che il dirigente scolastico non era stato informato, che i genitori non erano stati in alcun modo coinvolti. Dato che i dirigenti scolastici hanno dichiarato ai giornali che è stato fatto tutto all’oscuro loro, vogliamo capire come si sono svolti i fatti”, queste le sue parole riportate da SkyTg24.
“Poi voglio anche sottolineare che la scuola democratica e costituzionale deve prevedere il pluralismo e non l’indottrinamento”, ha proseguito il ministro, spiegando che “quindi anche qui bisognerà accertare il contenuto di questi corsi, bisognerà capire se queste lezioni hanno, come qualche giornale ha scritto, accusato il Governo di essere fascista, complice di genocidio, se è vero o non è vero che sono stati invitati gli studenti a occupare le scuole. Tutto questo andrà chiarito con grande serenità, ma anche con grande determinazione e fermezza”.
“Perché, ripeto, a scuola – ha aggiunto – si va per imparare, per crescere, acquisendo lo spirito critico, acquisendo la capacità di saper leggere i fatti senza condizionamenti, senza indottrinamento e senza propaganda”. Le conseguenze delle ispezioni “le decideranno gli uffici scolastici regionali. Ovviamente ci sono delle norme regionali molto chiare. Spetterà poi agli ispettori fare una relazione e agli uffici scolastici regionali eventualmente avviare dei procedimenti”.
Tutto nasce dalla denuncia di due consiglieri locali di Fratelli d’Italia, secondo i quali la relatrice speciale dell’Onu per la Palestina avrebbe “accusato il Governo Meloni di essere ‘fascista’, di complicità in un genocidio, ha attaccato Leonardo definendola ‘criminale’ e ha persino invitato i ragazzi a occupare le scuole. Tradotto: incitazione a commettere reati, in orario scolastico, sotto gli occhi di alcuni docenti che… annuivano”.
Proprio lo scorso 12 dicembre, poi, è stata diffusa una nuova nota del Ministero dell’Istruzione sulla questione delle “manifestazioni ed eventi riguardanti tematiche di ampia rilevanza politica e sociale” su cui c’era già stato un intervento poco più di un mese fa.
Adesso, il Ministero ricorda che già la nota 5836 del 7/11/2025 prevedeva che, nel caso di iniziative, incontri e dibattiti su temi “sensibili”, la scelta di ospiti e relatori deve essere volta “a garantire il confronto tra posizioni diverse e pluraliste al fine di consentire agli studenti di acquisire una conoscenza approfondita dei temi trattati e sviluppare il pensiero critico”.
Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi Sinistra non ha dubbi: “Un Ministro dell’Istruzione degno di questo nome avrebbe già inviato gli ispettori nella scuola paritaria che ha rilasciato un certificato di idoneità alla classe terza per la maggiore dei bambini. Com’è possibile che la bambina abbia superato gli esami annuali di idoneità che consistono in una prova scritta di italiano, una di matematica e un colloquio, se sa a malapena scrivere il proprio nome?”, ha detto, parlando del caso della famiglia nel bosco.
“Su questo aspetto della vicenda depositeremo domani mattina un’interrogazione per sapere non soltanto se il Ministro Valditara intende inviare gli ispettori ma anche se intende promuovere una modifica delle norme sull’educazione parentale in modo da prevedere che le prove di idoneità debbano essere svolte esclusivamente presso scuole pubbliche e segnatamente nella scuola di riferimento in cui i bambini risultano iscritti da non frequentanti. Invece a quanto pare preferisce inviare gli ispettori nelle scuole in cui parla Francesca Albanese. Noi di Alleanza Verdi Sinistra ci auguriamo che i bambini della ‘famiglia nel bosco’ possano tornare a casa con i genitori recuperando pienamente il proprio diritto alla socialità e all’istruzione. Proprio per questo non possiamo assistere silenti a vergognose e strumentali polemiche di esponenti del Governo come Salvini, Nordio e Valditara ai quali non importa nulla dell’istruzione dei bambini ma importa solo di attaccare i giudici in vista – ha concluso Piccolotti – del referendum sulla riforma della magistratura”.