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05.10.2026

Giornata degli insegnanti, Castellana (Gilda): “I docenti sono ormai numeri. C’è sudditanza verso i genitori e non si dice di no ai dirigenti”

In occasione della Giornata mondiale dell’insegnante oggi, il 5 ottobre, la Gilda degli Insegnanti organizza a Roma, al Centro Congressi Cavour, dalle ore 9 alle 13, il convegno “Aggressioni e Patto Scuola-Famiglia: per una nuova centralità della funzione docente nell’istituzione scolastica”. Il sindacato intende segnalare il preoccupante incremento degli episodi di violenza fisica, verbale e psicologica ai danni dei docenti negli ultimi anni.

Ecco le parole di Castellana: “Gli organi di stampa si ricordano di noi solo in casi eclatanti. Abbiamo cominciato l’anno scolastico con il caso di Centocelle. Ma queste sono le punte dell’iceberg, gli sta a scuola vive episodi di violenza continui”.

“Ci sono docenti che temono di trovare danni alle auto e preferiscono prendere mezzi pubblici. Ci sono episodi di violenza verbale. Ma tutto questo non viene denunciato, fa notizia l’episodio clamoroso. Forse tutto inizia con l’autonomia scolastica: la scuola ha perso la sua dignità di istituzione. Lo stesso fatto di parlare di utenza e non di alunni, come fossimo al supermercato, ha indebolito il ruolo dei docenti”.

“Ci sono dirigenti che ci dicono di non mettere le note, per non essere fastidiosi. Di fatto, anzichè essere un corpo unico, si è creata una gerarchia a partire dal dirigente. Avevamo scuole a misura d’uomo, i presidi ci conoscevano per nome. Oggi, in scuole da duemila alunni, i docenti stessi sono dei numeri”.

“Si è creato un rapporto di sudditanza nei confronti delle famiglie. Tra qualche settimana inizieranno gli open day, che sono fuffa, danneggiano i ragazzi, vendiamo quello che la scuola non è, non si dice più che in una scuola si studia sennò non ci si iscrive. Ci si inventa le curvature. Siamo passati da una scuola rigida ad una scuola permissiva, non c’è stata via di mezzo”.

“Ci sono dirigenti che urlano nei corridoi. Abbiamo 7500 scuole, 7500 regni. Abbiamo smesso di avere il ruolo di docenti, abbiamo cercato di essere amici dei ragazzi. Questo è un errore clamoroso. Io non ho mai creato un gruppo WhatsApp con gli studenti, a volte lo impone il ds”.

“La scuola non deve essere oggetto di fazioni politiche. Ci sono stati otto miliardi di tagli Gelmini. Ho colleghi che hanno il terrore di andare nei professionali, che sono stati snaturati. Noi docenti abbiamo smesso di dire no, anche ai dirigenti scolastici. Dovremmo essere noi quelli liberi”.

“Dobbiamo dire no anche ai ragazzi. Non è possibile fare sempre finta di niente. Il ruolo della scuola è educare, se si sbaglia ci sono delle conseguenze. Se la scuola smette di mettere dei paletti e di educare si crea marginalità sociale. Se la scuola promuove tutti non fa il suo ruolo di ascensore sociale, il titolo lo avranno tutti”.

“Ma dove sono le famiglie? Penso che il nostro sia il mestiere più bello e non farei mai il dirigente scolastico. Chi sceglie di farlo forse non aveva il piacere di farlo. La scuola ha bisogno di investimenti, stipendi più alti e personale motivato: non il cambio delle targhe ma vere risorse”.

Gli ospiti

I saluti saranno affidati a Marco Molinaroli, presidente dell’Associazione Docenti Articolo 33, e a Giancarlo Varlese, direttore generale presso il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Interverranno, tra gli altri, il ministro Giuseppe Valditara, il coordinatore nazionale della Gilda Vito Carlo Castellana, la criminologa e psicologa Flaminia Bolzan, il magistrato e saggista Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, il giornalista Lucio Ficara (esperto della Tecnica della Scuola) ed altri docenti e giornalisti del settore.

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