Il 21 marzo è la data che segna l’inizio della primavera, ma anche il compleanno di una delle più celebri poetesse italiane del Novecento, Alda Merini, e dal 1999, la Giornata mondiale della poesia Unesco. Un tema importante anche per il mondo della scuola, quello della poesia, non soolo dal punto di vista delle competenze letterarie. Come ricordato da La Tecnica della Scuola, le nuove Indicazioni nazionali del ministero dell’Istruzione e del Merito prevedono “l’apprendimento di poesie a memoria, che rafforza la memoria, l’attenzione, la concentrazione, arricchisce il linguaggio e stimola la sensibilità”.
“Il 21 marzo è la Giornata mondiale della poesia”, si legge in una nota del Centro per il libro e la lettura, “Ma, si dice, la poesia non serve a niente. Splendore di questa parola. Che suona vertiginosa quando indica il punto in cui manca ogni convenienza. Ogni economia. Niente scambio, niente in cambio di niente. Non si tratta di quel “niente” che pensano i filosofi nichilisti e saccenti, i quali immaginano con la loro piccola testa di sapere che tutto esiste per nessun motivo e nessun destino. E che pensano che di tutto la consistenza è nulla. Venivano derisi da Montale: “Con quale voluttà / hanno smascherato il Nulla. / C’è stata un’eccezione però: / le loro cattedre”. No, no, il niente che è la poesia non è di quel genere”.
“I bambini e i mistici (e i poeti) sanno cosa è questo “niente” – quello dei pomeriggi dove non si fa nulla di importante ma si cresce o che si sente dentro finché la mamma non ti abbraccia, quello che acceca per un istante la vista che ha visto tutto. Dante tace quando deve dire cosa ha veduto in fondo al suo viaggio nei regni della morte e della vita. Nientissimo ‘nada’. Quel che si fa largo nelle emozioni fragili. Lo conoscono, a volte, anche coloro che chiamiamo “i pazzi”. Il tutto visto di spalle. Stiamo parlando del punto della perfetta letizia, come diceva san Francesco? Dove non hai niente, niente, sei povero, niente a cui attaccarti, e potresti morire – se non la presenza che davvero ti allieta. La poesia riguarda tale “presentarsi”. E sin dall’inizio dei tempi la lettura e la poesia fanno tutt’uno. Da Omero in avanti. L’uomo ha cominciato a leggere “poeticamente”. Promuoviamo la lettura leggendo poesia.
A intervenire sulla Giornata mondiale della poesia anche il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che in una nota sottolinea la necessità di “rilanciare con forza il valore strategico della parola poetica nel panorama educativo e culturale contemporaneo, sottraendola a una lettura marginale o meramente celebrativa e restituendole il suo ruolo originario di coscienza critica delle società. In un ecosistema comunicativo dominato da velocità, polarizzazione e superficialità”, proseguono dal CNDDU, “la poesia si configura come un presidio culturale capace di rallentare il pensiero, restituire complessità ai fenomeni sociali e riattivare un linguaggio pubblico fondato su responsabilità, profondità e verità. Essa si pone, in tal senso, come una forma di ‘educazione alla cittadinanza sensibile’, in cui la parola non descrive soltanto il mondo, ma contribuisce a trasformarlo”.