“Mia figlia sta facendo l’esame di terza media e non le hanno ancora insegnato l’Inno d’Italia, il principale simbolo della nostra patria e civiltà”. Anche il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli entra nelle dichiarazioni sulla scuola pronunciate oggi dal generale Roberto Vannacci. Come riporta Adnkronos, il leader del nuovo partito di destra Futuro Nazionale ha citato l’inno nel corso di un convegno sulla scuola che si è tenuto stamattina a palazzo San Macuto. “Mi dispiace”, ha aggiunto, “perché sarebbe una delle principali funzioni alla quale la scuola dovrebbe adempiere“. Nel corso dell’evento il generale ha sostenuto con forza, tra le altre cose, la necessità di tornare alle classi distinte per merito e profitto.
A intervenire sul tema dell’inno, oggi, è stata la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti. “In merito alle polemiche sul fatto che a scuola non venga insegnato l’Inno Nazionale voglio ricordare che nel 2012 è stata approvata una legge a mia firma che prevede, nelle scuole di ogni ordine e grado, lo studio del testo dell’inno di Mameli”, scrive l’esponente del governo Meloni in una nota. “Inoltre, su iniziativa dell’onorevole Maria Coscia del PD si aggiunse lo studio del significato della bandiera tricolore e del 17 marzo, giorno in cui si celebra l’Unità nazionale. Anche quest’anno il ministero dell’Istruzione ha inviato una circolare a tutte le scuole per invitarle ad osservare questa legge“.
“Imparare il testo dell’inno di Mameli è importante perché in quei versi sono spiegate diverse pagine della nostra storia”, ha sottolineato ancora Frassinetti. “Vanno sempre in questa direzione le nuove indicazioni nazionali che potenziano l’insegnamento della storia del Risorgimento al fine di trasmettere ai giovani il sentimento di amor patrio. Auspico che i dirigenti scolastici ed i docenti comprendano l’importanza di questa legge e ne curino la piena attuazione”, ha concluso la Sottosegretaria all’Istruzione.