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22.09.2026

Prof accoltellata, i genitori le hanno inviato una mail di scuse: erano stati convocati in passato dalla docente

A tre giorni dall’accoltellamento nella scuola media di Roma, la docente ferita da un alunno di 13 anni si dice pronta a tornare in cattedra. Intanto la preside ha fatto coprire i cancelli dell’istituto con drappi rossi per proteggere gli studenti dai curiosi che fotografavano la scuola.

Emergono aggiornamenti sul caso. La docente, come riporta La Repubblica, si era detta addolorata per non aver ricevuto scuse da parte dei genitori del ragazzino. Scuse che, poi, sono arrivate via mail, come riporta SkyTg24.

Il ragazzo, in ogni caso, resta ricoverato in Psichiatria pediatrica. “Lo scorso anno – aveva raccontato la professoressa a La Repubblica – li avevo convocati io stessa proprio in seguito ad alcuni episodi allarmanti da cui emergeva un certo disagio del ragazzo. Loro dunque erano consapevoli anche se mi sono sembrati in difficoltà nella gestione del figlio”.

Ecco cosa direbbe, come riportato da Tgcom24, la docente al ragazzo che l’ha aggredita: “Gli direi cercami, vieni a trovarmi. Da me non potrai avere altro che una parola di conforto e dispiacere nell’aver visto quante brutte cose avevi dentro. Alla famiglia naturalmente direi di prendere coscienza piena e profonda di ciò che il ragazzo ha saputo mettere in atto”.

“A chi mi ha condannata, facendomi diventare il carnefice della situazione, voglio dire che hanno fatto una fatica inutile a spendere tutte quelle parole nei loro commenti assurdi. Tutto quell’odio che mi hanno riversato sopra non c’entrava assolutamente nulla con quanto era accaduto. Era davvero una cosa che non aveva alcun tipo di connessione con l’aggressione che ho subito”, ha concluso la docente.

Il ritorno a scuola

Al Corriere della Sera la professoressa, 66 anni e quaranta di insegnamento alle spalle, ha detto: “Voglio mandare un messaggio ai miei studenti rientrati a scuola: affronteremo insieme quello che è successo, torno presto”. Ha aggiunto di sentirsi emotivamente e psicologicamente pronta, e di essere pronta a rientrare anche subito se fosse dipeso solo da lei. Prima, però, dovrà attendere il giudizio dei medici dell’ospedale. La scuola, dal canto suo, l’aspetta: una collega le ha riferito che i ragazzi vogliono abbracciarla. “Sono preoccupata per loro” ha detto la docente, “so che si porteranno dentro le scene a cui hanno assistito”. È stato attivato un supporto psicologico per gli alunni. La professoressa spera anche di incontrare presto lo studente di origini congolesi che l’ha salvata, oggi ospite di una casa famiglia: “Voglio abbracciarlo quanto prima”.

La scuola “oscurata”

Al rientro degli alunni della classe coinvolta, la preside ha scelto di accoglierli in biblioteca, e non nell’aula dove è avvenuta l’aggressione, per evitare loro un ulteriore trauma. Ai cancelli sono stati appesi drappi rossi per impedire ai curiosi, tutti adulti, di fotografare l’ingresso dall’auto e postare le immagini online. Una task force di psicologi ha assistito gli studenti al ritorno in classe, affiancando gli specialisti dello sportello interno già attivo nella scuola.

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