Diventa sempre più aspro il rapporto tra Governo e Cgil: la polemica monta anche nel giorno, il 4 settembre, in cui l’Esecutivo Meloni diventa il più longevo dalla nascita della Repubblica italiana (grazie a 1.413 giorni consecutivi in carica).
Per quanto riguarda l’ambito scolastico e universitario, nella stessa giornata il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara ha elencato i tanti interventi realizzati negli ultimi quattro anni, a partire dai tre contratti collettivi nazionali di settore – “un fatto mai accaduto prima”, con aumenti medi di 412 euro mensili per gli insegnanti e di 304 euro per il personale Ata – sino alla alla riforma dei programmi di tutti i cicli scolastici.
Immediata è arrivata la secca replica della Flc-Cgil: “Il Governo parla di “stabilità da record”, ma i dati raccontano un’altra storia”, ha commentato il sindacato Confederale.
L’organizzazione sindacale guidata da Gianna Fracassi ha quindi smontato, punto per punto, le conquiste fatte registrare dal Governo Meloni.
La Flc-Cgil, in particolare, sostiene che non è vera l’asserzione sul precariato ai minimi storici, perché “con il Governo Meloni le lavoratrici e i lavoratori precari della scuola”, in particolare docenti e Ata, “sono aumentati del 12,7%, passando da 268.000 a 302.000”.
Anche sgli stipendi adeguati, il sindacato ha avuto da ridire, perché, ha fatto sapere, “le risorse del Contratto 22/24 hanno coperto un terzo dell’inflazione registrata, che è stata di oltre il 17%. Questo ha comportato una perdita del potere d’acquisto per tutto il personale”.
La Flc-Cgil ha smontato anche il capitolo sulle risorse destinate all’Università. È “falso”, ha replicato, perché “in quattro anni il Fondo di Finanziamento Ordinario ha subito 700 milioni di euro di tagli”.
La conclusione del sindacato della Conoscenza è al vetriolo: “Scuola, Università, Ricerca e tutto il mondo della Conoscenza – chiosa la Flc-Cgil – non hanno bisogno di numeri manipolati o annunci ad effetto, ma di investimenti strutturali, stabilizzazioni e contratti dignitosi”.
Secondo la Flc-Cgil, sarebbe ora di finirla con “la propaganda sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori”, ad iniziare da insegnanti e personale Ata.