Anche il giornalista e scrittore Massimo Gramellini, su Il Corriere della Sera, ha commentato il caso della docente di 57 anni accoltellata da uno studente tredicenne fuori da scuola in provincia di Bergamo.
Il ragazzo si sarebbe presentato a scuola in mimetica e con una maglietta con scritto vendetta, prima di entrare a scuola e attivare una live su Telegram e riprendere l’aggressione brutale. Proprio su un canale Telegram il 13enne aveva annunciato il gesto con una lunga lettera in cui si descrivono le motivazioni anche in maniera piuttosto lucida.
Gramellini ha detto la sua sulle parole del giovane: “Non sappiamo se sia farina del suo sacco, dell’intelligenza artificiale o di quella più o meno naturale di qualche lucignolo conosciuto sui social. Sappiamo però che è la postura emotiva degli adolescenti di ogni epoca: quel sentirsi discriminati, incompresi e al tempo stesso superiori agli adulti e ai coetanei”.
“Naturalmente non tutti coloro che condividono questa visione autocentrata del mondo girano per strada con un coltello in tasca e la parola ‘vendetta’ tatuata in rosso sulla t-shirt. Però gli umori dell’adolescenza sono quelli da sempre, e rimangono per lo più compressi e inespressi, crescendo all’ombra del silenzio come certe malattie di cui si ignorano o si trascurano i sintomi”.
“Ascoltare chi non vuole parlare con te è impresa improba. Riescono a realizzarla solo i costruttori di pace e i grandi educatori. Richiede pazienza, empatia e soprattutto tempo, la risorsa più rara. Va bene vietare i coltelli e fare la faccia severa, ma si tratta di palliativi. Ritagliarsi pezzi di vita per mettersi in ascolto degli altri, aiutandoli a dare un nome e un senso alle loro emozioni, anche alle peggiori: forse è questa l’unica cosa che conta”, ha concluso.
E, in un video, ha aggiunto: “Bisogna agire sulle cause, non sugli effetti. Questo è un caso estremo ma i ragazzi non riescono più a verbalizzare le emozioni, come noi adulti che non sappiamo esprimere le nostre paure, preferiamo rimuoverle, comprimerle. L’unico modo è dare del tempo agli adolescenti e provare a tirar fuori da noi quelle parole che non ci ricordiamo più”.
“L’aggressione è avvenuta prima delle otto, davanti all’istituto comprensivo del comune in provincia di Bergamo”, si legge su La Repubblica, “una professoressa è stata ferita a coltellate da uno studente. È stata subito soccorsa, poi è stata trasferita in elisoccorso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo“. La vittima, scrive ancora il quotidiano, “sarebbe una insegnante di francese di 58 anni: è in codice rosso”. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine, già all’opera per chiarire i fatti. “Sul posto sono arrivati subito anche i carabinieri e gli agenti della polizia locale, che stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’aggressione e capire i motivi che hanno portato il ragazzo ad aggredire la docente”.
Sulla vicenda è arrivato a stretto il commento del ministro Valditara, in missione a Parigi. “Quanto accaduto in provincia di Bergamo, presso l’Istituto comprensivo di Trescore Balneario, è un fatto di una gravità sconvolgente. Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi famigliari, alla scuola”. “Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani”.
“Ho parlato con l’ospedale di Bergamo: l’insegnante non è fortunatamente in pericolo di vita“, ha detto il ministro. “Mi trovo a Parigi per la riunione globale dei Ministri dell’Istruzione convocata dall’Unesco, porterò questo caso drammatico all’attenzione dei Ministri dei Paesi convenuti. L’Italia è membro attivo e partecipe del Comitato di Coordinamento e condivide la responsabilità di decidere le priorità e le politiche educative a livello mondiale. Purtroppo, la violenza nelle scuole non è solo un grave problema nazionale. Ieri in Messico due insegnanti sono stati uccisi da uno studente e violenze si registrano sempre più frequentemente in tante parti del mondo contro il personale scolastico“.
Oggi, 26 marzo, in mattinata, la docente è uscita dalla terapia intensiva dopo l’operazione di ieri. Questa mattina è stata trasferita in reparto, come riportato da Ansa.