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29.01.2026

Questionario Azione Studentesca, Gramellini: “Il problema della scuola? I docenti disamorati, non gli schierati”

Si continua a parlare del questionario di Azione Studentesca, movimento giovanile vicino ad ambienti di destra, contenuto in un qr code presente in volantini affissi in una scuola a Pordenone e in altre città italiane. “Hai assistito a casi di propaganda politica da parte di professori di sinistra? Se sì, specifica meglio”, questa una delle domande presenti.

Le testimonianze

Come scrive Open, il quotidiano Libero ha riportato alcune testimonianze di studenti. “Una prof”, scrive un alunno da Brindisi, “ha esultato per la morte di Charlie Kirk e ha strappato una foto di Giorgia Meloni presente in aula”. Mentre una supplente “mi ha chiamato fascio appeso”.

“Il professore di matematica”, dice un altro, “ci ha incitato ad andare a manifestare durante gli ultimi scioperi, uguale la professoressa di italiano”. Una ragazza da Bologna spiega di aver sentito alcuni docenti “inneggiare all’odio verso il nostro Governo, facendoci svolgere dei compiti in classe in cui si doveva dare un’opinione politica, chiaramente favorendo le opinioni di sinistra (ho preso 4 e mezzo e ho scritto che non siamo noi a doverci adeguare agli immigrati sradicando le nostre tradizioni… coincidenze? Io non credo)”.

“Durante questo autunno il mio professore di filosofia derise tutti gli studenti che non partecipavano a manifestazioni pro-Pal”, questa un’altra testimonianza.

Gramellini parla dei suoi docenti

A commentare la vicenda è stato anche il conduttore e giornalista Massimo Gramellini, su Il Corriere della Sera: “Non ho più l’età per ricevere il questionario che Azione Studentesca ha inviato agli allievi di alcune scuole, esortandoli a indicare ‘gli insegnanti di sinistra’. Altrimenti avrei segnalato Olga Bosisio e Giuseppe Parlato”. 

Olga Bosisio era la mia maestra delle elementari e veniva da una famiglia comunista filosovietica, come lasciava intuire il suo nome. Giuseppe Parlato era un professore di Storia, allievo di De Felice e intellettuale di destra. La pensavano diversamente su tutto, tranne che sull’essenziale: il valore della cultura e la passione con cui trasmetterla. Devo a loro molto del poco che ho imparato. Erano di parte? Certo. Ma erano bravi e sensibili. Quando mia madre morì, la ‘sinistra’ Olga staccò da tutti i sussidiari la pagina sulle mamme per non farmi sentire diverso. Il ‘destro’ Parlato detestava i lecchini. ‘Che mi importa se non sei di sinistra. Mi preoccupa che sei un caprone’. Così motivò l’insufficienza a uno studente impreparato che sperava di passare l’interrogazione sbandierando la vicinanza ideologica al prof”.

“Il questionario di Azione Studentesca assomiglia a un regolamento di conti in ritardo ed è figlio del vittimismo di una destra che sta al governo, eppure continua a sentirsi all’opposizione. Il problema della scuola non sono gli insegnanti schierati, ma gli insegnanti disamorati. Non quelli che credono ancora in qualcosa, ma quelli che – anche a causa della scarsa considerazione di cui godono – finiscono per non credere più in niente”. 

La risposta del Mim

Ieri, 28 gennaio, sulla questione è arrivata una risposta da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito: “In merito alle notizie circolate su presunte ‘schedature’ o liste di ‘proscrizione’ nelle scuole, desidero chiarire che il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato gli opportuni accertamenti per verificare i fatti. Da quanto risulta al momento, si tratta di un’iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo”.

“Non si tratterebbe dunque di una ‘schedatura’ o di liste di ‘proscrizione’, stante l’anonimato. Si tratterebbe di una iniziativa simile ad altre già emerse in passato e riconducibili a sensibilità e posizioni politiche diverse. La scuola deve rimanere un luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso”, questo quanto dichiarato dalla sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti.

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