In un recente podcast dell’attore e regista Paolo Ruffini un bambino, Nicolas, ha raccontato con parole semplici quanto sia importante essere ascoltati dagli insegnanti, spiegando come proprio grazie a questa attenzione sia riuscito a superare una difficoltà personale che fino a poco tempo prima non aveva un nome.
Nicolas ha spiegato di aver capito, grazie alla sua insegnante, un problema che non riusciva a definire: la difficoltà nel comprendere ciò che leggeva. “Grazie all’ascolto della mia maestra, ho scoperto di avere un piccolo problema: non riuscivo a comprendere ciò che leggevo. Adesso, con l’aiuto dei miei genitori e della mia insegnante, riesco a capire persino un testo in inglese”, ha raccontato. Alla domanda su come si chiami questa difficoltà, il bambino ha risposto di non conoscerne il nome scientifico, proponendo però una definizione tutta sua: “Se dovessi inventare un nome per questa malattia, la chiamerei sindrome da lettura”. Un’espressione semplice che racconta un percorso superato grazie al lavoro congiunto di famiglia e scuola.
Ruffini chiede al bambino se sia importante ascoltare e prendere sul serio i bambini: “Sì, certamente, perché un bambino può insegnare molto”. Ciò significa che il patto scuola-famiglia ha ancora grande valore, quello dell’ascolto reciproco tra adulti e bambini, capace di intercettare per tempo difficoltà nascoste e di trasformare la scuola in un percorso di crescita condivisa, dove anche chi insegna può imparare qualcosa dai più piccoli.