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Il paradosso del governo del Merito: tagli al potenziamento e sanatorie nelle assunzioni

Sorprendono le dichiarazioni della senatrice siciliana di Fratelli d’Italia sul potenziamento, descritto quasi fosse un organico separato e sacrificabile. Ma quei docenti appartengono all’organico dell’autonomia e rappresentano una risorsa per il recupero degli apprendimenti, l’inclusione e il contrasto alla dispersione scolastica.

La senatrice, siciliana, dovrebbe conoscere bene le difficoltà delle scuole del Mezzogiorno, dove servirebbero più risorse, non ulteriori tagli. Il potenziamento è già stato ridimensionato e pensare di ridurlo ancora significa ignorare le necessità di territori che scontano disuguaglianze profonde.

La senatrice Ella Bucalo, va ricordato, è componente della Commissione Cultura e Istruzione al Senato. È dunque intervenuta per rassicurare il comparto, affermando che “nessuna cattedra curricolare verrà toccata” e che la sforbiciata colpirà esclusivamente l’organico di potenziamento. Secondo la linea governativa, non si tratterebbe di veri e propri licenziamenti, bensì di una parziale e progressiva mancata sostituzione del personale che andrà in pensione.

Tuttavia, l’idea che sacrificare l’organico di potenziamento sia una scelta indolore sbatte contro la realtà quotidiana degli istituti, specialmente nel Sud Italia. Il potenziamento, istituito per favorire l’inclusione, finanziare progetti contro la dispersione scolastica e supportare le classi sovraffollate, rappresenta l’ossigeno per le scuole del Mezzogiorno.

Ridurre queste risorse significa privare i territori più fragili di quegli strumenti essenziali per garantire l’equità didattica e il recupero degli apprendimenti. Di fatto, minimizzare questo taglio considerandolo “estraneo” alle cattedre ordinarie appare come un tentativo politico di sminuire un oggettivo ridimensionamento del personale sul territorio.

Ma è sul reclutamento che emerge la contraddizione più evidente. Noi docenti che abbiamo conquistato il ruolo attraverso i concorsi siamo stati precari a nostra volta. Abbiamo studiato mesi, affrontato prove selettive e accettato di sottoporci a una valutazione delle competenze disciplinari.

Oggi, invece, si ripropongono formule di stabilizzazione straordinaria che ricordano le stagioni delle sanatorie di renziana memoria.

Ma quale idea di merito ha questo governo? Si può davvero parlare di scuola del merito mentre si ridimensiona il valore dei concorsi e si umilia con assunzioni facili chi ha superato una selezione pubblica?

I docenti di ruolo per concorso uniti

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