Home Attualità Il video degli studenti per ringraziare gli operatori sanitari della residenza per...

Il video degli studenti per ringraziare gli operatori sanitari della residenza per anziani di Mediglia (Milano)

CONDIVIDI
  • Credion

I docenti dell’istituto comprensivo “Emanuela Loi” di Mediglia, in provincia di Milano, Sabina Di Nunno e Sergio Rao, hanno coordinato gli studenti per un progetto che unisce apprendimento e spirito civico e di appartenenza alla comunità.

Si tratta di un video, che riportiamo direttamente dal canale del Comune di Mediglia, in cui studenti e genitori intervengono, chi con una citazione, chi con una poesia, allo scopo di ringraziare gli operatori sanitari e trasmettere vicinanza agli anziani residenti della RSA, esposti purtroppo, in maniera violenta, al coronavirus.

 

A tal proposito abbiamo raccolto la testimonianza da parte di una dei docenti che hanno coordinato l’attività, Sabino Di Nunno.

La docente ci ha spiegato che “l’iniziativa è sorta in modo alquanto spontaneo, per una sorta di coinvolgimento emotivo e solo la tipologia testuale – emotivo-espressiva riesce a rendere concreto il vissuto interiore dei ragazzi. Nelle videolezioni, il momento iniziale è sempre il saluto benevolo e ci si chiede, vicendevolmente, come si va. In questi momenti i ragazzi, invitati, raccontavano ciò che facevano nella loro stanza, da soli spesso tutto il giorno, loro dicevano a studiare”.

Icotea

A questo punto, ecco l’idea dell’insegnante: “Subito ho colto l’occasione per assegnare una composizione narrativa dal titolo “Il Mondo nella mia stanza: descrivi come in questi momenti di riservatezza personale e familiare riesci ad apprezzare gli oggetti di uso comune che sono lì con te. Ora li riscopri e li animi, li rendi vivi perchè ti tengono compagnia. La penna parla, il cuscino ti accarezza e racconta…la sedia della tua scrivania danza con te …il computer tuo amico…

A questo punto, “la madre della mia alunna, prosegue Sabina Di Nunno, mi ha riferito che erano molto tristi perché alcuni parenti erano nella residenza Borromea e quanto apprezzavano il lavoro degli operatori sanitari che mettevano a repentaglio la propria vita per aiutare gli anziani ricoverati. Da lì è nato tutto: ragazzi facciamo. L’aspetto pragmatico mi faceva sentire più vicino a loro. Gli angeli erano tutti loro.
Ma come stanno reagendo gli studenti alla quarantena da coronavirus? “Gli studenti sono un po’ confusi, riescono a percepire il disagio nella misura del contesto familiare in cui vivono. A loro manca la vita quotidiana, i compagni, il profumo dei fiori, mi ha detto una ragazza, sentire le voci nei corridoi e gli insegnanti arrabbiarsi per il compito non svolto. Gioire insieme per il voto bello del compagno e gli ammonimenti per azioni non corrette. Per questo ho coinvolto i genitori che nei momenti di preparazione al lavoro si sono seduti accanto ai propri figli e li hanno guidati. In questo video c’è un percorso generazionale che cammina nella consapevolezza di appartenere a una comunità che si stringe per confortare chi ha bisogno. Questo insegno ai miei ragazzi da quasi quarant’anni: dovete ascoltare il vostro cuore“.
E la didattica a distanza? Come procede nella scuola Emanuela Loi di Mediglia? “La nostra scuola si è subito attrezzata per recuperare il rapporto emotivo con i ragazzi e poi far procedere la programmazione didattica, in modo adeguato alla alla situazione contingente, spiega la docente Di Nunno. L’approccio è cambiato e i docenti si sforzano di trovare strategie adeguate per riuscire a interessare i ragazzi nella costruzione del sapere. Sono piccoli, ragazzi di 12 anni e la videolezione, sebbene partecipata, non ha la stessa valenza della presenza fisica. Si fa fatica, molte ore al computer, da parte nostra e dei ragazzi. Spesso devono condividere il computer con altri membri della famiglia, a volte la linea non va. La nostra dirigente, Laura Corradini, è una persona altamente qualificata, ma anche molto umana ed è sempre stata  pronta a sostenerci con parole confortanti e a fornirci suggerimenti e strategie metodologiche per procedere nel nostro lavoro. E’ sempre incoraggiante e apprezza molto il nostro lavoro. La nostra scuola è molto grande e ha tanti ordini, dal nido alla secondaria di primo grado, ma tutti facciamo la nostra parte per la nostra giovane generazione. La Preside ha inviato questo lavoro all’assessore Gallera per dimostrare come i ragazzi vivono con genuinità e spontaneità questa distanza sociale e valorizzano i sentimenti che li unisce ai nonni che hanno insegnato a loro come si vive“.

Come fare didattica a distanza. Consigli e soluzioni