BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
Aggiornato il 22.08.2025
alle 15:42

Immissioni in ruolo 2025/26, tante cattedre non saranno assegnate. Pittoni (Lega) rassicura: meno posti persi perchè varrà anche la competenza

Si stanno completando le immissioni in ruolo dei docenti in vista del prossimo anno scolastico: sulla “carta” sono oltre 50.000 i posti da assegnare, suddivisi tra i vari ordini di scuola e gradi di istruzione: in particolare, risultano disponibili nell’organico dell’autonomia 2025/2026 ben 38.260 disponibilità su posti comuni e 14.396 disponibilità sui posti sostegno. Detto che quest’anno la Legge 79 di conversione del decreto legge 45 del 7 aprile 2025 all’articolo 2 comma 2, con conseguente nota ministeriale del 7 luglio, ha introdotto la regola che i docenti, a qualunque titolo, destinatari di nomina a tempo indeterminato, su ogni tipologia di posto, devono accettare o rinunciare la sede assegnata entro 5 giorni dalla data di assegnazione della sede scolastica, va ricordato che sarà molto difficile assistere al completamento delle stabilizzazioni sul contingente approvato dal Mef: mediamente, negli ultimi anni solo poco più della metà dei posti sono autorizzati dal Mef stati poi assegnati a personale immesso in ruolo. E la mini call veloce, se va bene, andrà a coprire solo circa 7mila posti di sostegno tra infanzia e scuole medie.

Il problema di base rimane quello della mancanza di abilitati su cattedra comune e di specializzati per il sostegno agli alunni con disabilità. Poi, c’è la storica lentezza di realizzazione delle procedure concorsuali.

Il risultato finale è, comunque, un accavallamento di graduatorie di merito e di precari senza precedenti: tra liste di attesa cosiddette di merito – derivante da concorsi ordinari, straordinari, Pnrr – e altre graduatorie con centinaia di migliaia di precari – riconducibili a GaE e Gps – possiamo dire che abbiamo raggiunto una complessità di quote percentuali e riserve di posti senza precedenti. Con un inevitabile aumento del contenzioso, già di per sé non certo trascurabile. E in futuro non potrà che peggiorare, se solo si pensa agli strascichi dei corsi Indire per il sostegno rivolti a coloro che hanno già conseguito un titolo all’estero e che si andranno a collocare a ‘pettine’ nelle graduatorie pre-ruolo scavalcando moltissimi docenti candidati specializzata con il tradizionale Tfa.

C’è chi però guarda all’orizzonte con ottimismo: Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della commissione Cultura al Senato, vede di buon occhio il ripristino delle graduatorie di merito nei concorsi e gli elenchi regionali degli idonei previsti dal 2026, operazioni varate col recente decreto Scuola grazie al via libera della Commissione europea.

“Costituiscono – dice il leghista – il primo passo verso un sistema diversificato di reclutamento (il cosiddetto “doppio canale”) con l’obiettivo di concretizzare il maggior numero possibile dei posti a tempo indeterminato autorizzati dagli organi finanziari, così da favorire la qualità dell’insegnamento”.

“Gli ultimi anni (e quest’anno non sarà probabilmente da meno, n.d.r.) sono state coperte solo una parte delle cattedre disponibili. Troppo lenti e farraginosi i meccanismi concorsuali per titoli ed esami. Da qui l’idea di investire sulle graduatorie di chi si è messo in gioco con buoni risultati ma senza rientrare tra i vincitori di concorso o ha acquisito particolare esperienza. Nel tempo quindi non più solo il tradizionale concorso, bensì attenzione anche a merito e competenza come peraltro già avviene, anche se non ancora in forma strutturale, nell’assunzione degli insegnanti per le attività di sostegno”.

Pittoni spiega che “negli elenchi regionali entreranno gli idonei dei concorsi dal 2020 in poi. Ma quello che conta è che si andrà ad attivare un meccanismo che in prima battuta non potrà garantire un elevato numero di assunzioni intervenendo solo nella distribuzione dei posti al momento disponibili; mentre in seconda battuta, superati i concorsi Pnrr, contiamo si riproducano le condizioni del 2023 quando, non disponendo ancora dei vincitori del Pnrr1, furono assunti oltre 22mila idonei dell’ordinario 2020”.

Secondo l’ex senatore, infine, deve essere “chiaro che non esistono “percentuali” di idonei privilegiati: se sei idoneo, sei idoneo. Punto”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate