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In classe con la mascherina 6 ore al giorno? Giuliani a ‘Rai Radio Anch’io’: era un’emergenza, durerà pure un mese e mezzo

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Banchi monoposto ancora da consegnare, la mascherina indossata per tutta la permanenza a scuola in caso di mancato distanziamento, le nomine dei supplenti aggiuntivi per favorire gli sdoppiamenti e le sostituzioni, il pericolo dello spostamento della data d’inizio dell’anno scolastico: sono i temi toccati dal nostro direttore responsabile, Alessandro Giuliani, intervenuto nella storica trasmissione radiofonica di Rai Uno “Radio Anch’io”.

Dei 50 mila alunni che non potranno mai togliere la mascherina, perché collocati in aule dove non si potrà garantire la distanza minima di un metro prevista dal Cts ha parlato pure la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, nel corso della conferenza di Palazzo Chigi sul rientro a scuola.

Sui banchi situazione difforme

Qual è la situazione dei banchi? “Sui banchi la situazione è difforme – ha detto il nostro direttore a Radio Anch’io – perché ci sono molte scuole che hanno acquistato i banchi monoposto a luglio, anche se non sono i famigerati banchi con le rotelle ancora tutti da consegnare. Lo hanno fatto con i 331 milioni del decreto Rilancio, spendendo ad una cifra che varia dai 50 ai 70 euro a pezzo.

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“È stata fatta una prima consegna in questi giorni, però – ha continuato – è solo ‘un assaggio’, che ha coinvolto le regioni cosiddette ‘rosse’ come Codogno e Vo’ Euganeo dove il 14 settembre il Capo dello Stato inaugurerà l’anno scolastico: perchè parliamo di 100 mila banchi, su 2 milioni e 400 mila complessivi”.

Il Cts aveva parlato di soluzione temporanea

“Certo – ha detto ancora Giuliani -, laddove non sono arrivati i banchi e le scuole non hanno recepito il sostegno degli enti locali per spazi aggiuntivi sarà un bel problema: l’unica soluzione, al momento, è garantire il distanziamento di un metro indossando la mascherina per 5-6 ore al giorno. Ma per un ragazzino anche di 7-8 anni non è proprio il massimo considerando che stiamo ancora in estate: è una soluzione che il Comitato tecnico scientifico ha fornito come emergenziale e temporanea, però rischia di andare avanti per un mese e mezzo.

Supplenti-Covid convocati già dal primo giorno

Le supplenze del 2020? “Saranno uguali agli altri anni, ma con la novità del Coronavaris. I 50 mila cosiddetti supplenti Covid prima di tutti si potranno assumere sin dal primo giorno di assenza del titolare. È una novità importante, ma questi insegnanti potrebbero essere licenziati in tronco qualora dovesse subentrare un secondo lockdown”.

“Inoltre – ha ricordato Giuliani – c’è il problema dei docenti ‘fragili’: la ministra dell’Istruzione minimizza, ma anche se è vero che il problema non è legato all’età, rimane il fatto che in Italia abbiamo 300 mila insegnanti oltre i 55 anni”.

Il ricorso alle Mad

Si è parlato quindi di compatibilità dei posti da assegnare con le competenze delle insegnanti, soprattutto nella secondaria: “molti supplenti – ha detto il direttore – saranno portati in aula per la prima volta. Il numero dei posti vacanti non corrisponde a quello effettivamente degli abilitati e di coloro che hanno vinto i concorsi. Quindi, si ricorrerà alla messa a disposizione, quindi in cattedra potrebbero andare insegnanti precari inesperti e titoli inadeguati rispetto alle discipline”.

La data d’inizio? Sarà confermata

Il rinvio dell’inizio delle lezioni, di cui parlano anche i quotidiani nazionali, è reale?

“Non credo – ha risposto il direttore della ‘Tecnica della Scuola’ – perchè è una competenza delle regioni, le quali potrebbero agire solo in caso in caso di un’impennata dei contagi: siamo a cinque giorni dall’inizio di scuola e nella maggior parte delle regioni dovrebbe essere mantenuta la tempistica del 14 settembre”, ha concluso Giuliani.

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