Con l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 ripartono anche gli adempimenti connessi alle relazioni sindacali di istituto. I primi giorni di settembre sono particolarmente importanti: il CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2022-2024 fissa infatti termini precisi per l’informazione alle organizzazioni sindacali e per l’avvio della contrattazione integrativa.
È opportuno distinguere con chiarezza tra informazione preventiva, necessaria per consentire l’esercizio del confronto e della contrattazione, e informazione successiva o consuntiva, riferita invece agli esiti e all’utilizzo effettivo delle risorse, come nel caso dei compensi finanziati con il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.
Il riferimento principale è l’art. 5 del CCNL 2022-2024. L’informazione rappresenta il presupposto per il corretto esercizio delle relazioni sindacali e deve essere resa preventivamente e in forma scritta ai soggetti sindacali aventi titolo, mettendo a disposizione dati ed elementi conoscitivi utili rispetto alle materie oggetto di confronto o di contrattazione integrativa.
Per le istituzioni scolastiche assume particolare rilievo l’art. 5, comma 7: l’informazione deve essere fornita dal Dirigente scolastico in tempi congrui rispetto alle operazioni propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico e, comunque, non oltre il 10 settembre di ciascun anno.
È quindi opportuno che già nei primissimi giorni di settembre il Dirigente predisponga e trasmetta alla RSU e alle organizzazioni sindacali aventi titolo gli elementi necessari all’avvio delle relazioni sindacali per il nuovo anno scolastico.
Le materie della contrattazione integrativa a livello di singola istituzione scolastica sono individuate dall’art. 11 del CCNL. Tra quelle maggiormente rilevanti nella fase iniziale dell’anno rientrano i criteri per la ripartizione delle risorse del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa e per la determinazione dei compensi, nonché i criteri per l’attribuzione dei compensi accessori al personale docente, educativo e ATA, comprese le risorse destinate alla remunerazione del personale nell’ambito di progetti nazionali e comunitari.
A queste si aggiungono le materie oggetto di confronto previste dal medesimo art. 11, tra cui, ad esempio, l’articolazione dell’orario di lavoro del personale docente, educativo e ATA, i criteri per individuare il personale da utilizzare nelle attività retribuite con il FMOF, i criteri per le assegnazioni alle sedi di servizio, quelli relativi ai permessi di aggiornamento, al lavoro agile e da remoto e al conferimento degli incarichi al personale ATA.
Dopo aver ricevuto l’informazione, ai sensi dell’art. 6 del CCNL, i soggetti sindacali possono richiedere l’attivazione del confronto nei termini previsti dal contratto.
Il calendario è quindi particolarmente serrato. L’art. 11 del CCNL prevede che la sessione negoziale della contrattazione collettiva integrativa venga avviata entro il 15 settembre e che, nel rispetto dei termini contrattuali, non si protragga oltre il 30 novembre.
| Scadenza | Adempimento |
| Entro il 10 settembre | Informazione preventiva |
| Entro il 15 settembre | Avvio della sessione negoziale di istituto |

Diversa è l’informazione successiva o consuntiva. L’art. 11 del CCNL individua, tra le informazioni da fornire a livello di istituzione scolastica, anche i dati relativi all’utilizzo delle risorse del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.
Per ciascuna attività retribuita devono essere comunicati l’importo complessivamente erogato e il numero dei lavoratori coinvolti, senza che sia possibile associare il compenso al nominativo del singolo dipendente. La trasparenza nei confronti della parte sindacale deve quindi essere assicurata salvaguardando la riservatezza dei lavoratori.
Nell’ambito dell’informazione a livello di istituzione scolastica rientrano inoltre la proposta di formazione delle classi e degli organici e i criteri di attuazione dei progetti nazionali ed europei, secondo quanto previsto dall’art. 11 del CCNL.
La questione dell’informazione successiva sul FMOF si intreccia quest’anno con quella, molto sentita dal personale scolastico, del pagamento dei compensi accessori relativi all’a.s. 2025/2026.
Nell’articolo pubblicato il 30 luglio 2026, «Scaduti i tempi per l’erogazione delle risorse del MOF, per i compensi accessori si dovrà probabilmente aspettare il cedolino di settembre», avevamo evidenziato come la mancata disponibilità delle risorse sui POS non avesse consentito a molte scuole di completare le procedure di pagamento nei tempi utili.
Nel corso del mese di agosto la situazione si è progressivamente sbloccata: con la disponibilità delle risorse sui POS, quasi tutte le istituzioni scolastiche interessate hanno potuto predisporre e trasmettere gli elenchi per il pagamento dei compensi accessori, consentendo il successivo iter nell’ambito del sistema della Ragioneria generale dello Stato.
Per le scuole che hanno completato correttamente le operazioni nei tempi utili, docenti e personale ATA dovrebbero quindi ricevere nel corso del mese di settembre i compensi accessori relativi all’a.s. 2025/2026.
Tra le voci interessate rientrano, a titolo esemplificativo, il Fondo dell’istituzione scolastica, le funzioni strumentali, gli incarichi specifici del personale ATA, le ore eccedenti e le altre attività aggiuntive finanziate attraverso il FMOF.
Per agevolare Dirigenti scolastici e DSGA negli adempimenti di questi primi giorni di settembre, rendiamo disponibile un modello operativo e personalizzabile di informativa sindacale di istituto.
Il modello è strutturato in modo da rendere immediatamente distinguibili i dati di carattere programmatorio da quelli di rendicontazione e prevede specifiche sezioni dedicate all’informazione preventiva e all’informazione successiva.
Nella parte relativa alla programmazione trovano spazio, tra l’altro, l’assetto delle classi e degli organici e un quadro dedicato ai progetti finanziati con risorse nazionali ed europee. Per l’utilizzo del MOF è invece predisposto un prospetto nel quale possono essere riportati, per ciascuna tipologia di attività retribuita, l’importo complessivo, il numero dei lavoratori coinvolti ed eventuali annotazioni, mantenendo i dati in forma aggregata.