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Intelligenza artificiale e benessere digitale: 145 scuole siciliane firmano la Carta di Palermo

Promuovere un uso consapevole dell’intelligenza artificiale attraverso il dialogo, a scuola e in famiglia. È questo l’obiettivo del convegno regionale in due tappe dal titolo «Umano e digitale: l’approccio dialogico tra intelligenza artificiale e orizzonti del cuore», promosso dalla Rete scuole dialogiche della Sicilia. La prima tappa si è svolta il 17 aprile nella Sala Piersanti Mattarella dell’Assemblea Regionale Siciliana; la seconda farà tappa all’Urban Center di Siracusa. Sono già 145 le istituzioni scolastiche di tutte le province siciliane che hanno aderito alla Rete.

La Carta di Palermo per il benessere digitale

Il convegno ha posto le basi per la nascita della Carta di Palermo, un documento sul benessere digitale ispirato alla Carta di Ottawa del 1986 per la promozione della salute, arricchito dalle pratiche dialogiche sviluppate dalla Rete. L’iniziativa si inserisce nel quadro della legge regionale 25/2024, che mira a contrastare la nomofobia, il ritiro sociale (hikikomori), le dipendenze da tecnologie digitali e il phubbing, oltre a promuovere un approccio etico all’intelligenza artificiale nel mondo scolastico, in linea con le nuove linee guida ministeriali. La Rete è sostenuta da un accordo siglato tra l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, il Forum regionale genitori (Forags) e il Forum regionale associazioni per l’educazione (Forsed), con il supporto scientifico dell’Università di Pisa.

Istituzioni e accademia a confronto

I lavori sono stati aperti dal deputato regionale Carlo Gilistro, componente della commissione salute e servizi sociali dell’ARS. Tra i relatori, esponenti del mondo scolastico e accademico: il dirigente generale dell’Assessorato regionale dell’Istruzione, il dirigente dell’Ambito Territoriale di Palermo, la dirigente scolastica dell’IIS Ferrara di Palermo — scuola capofila della Rete nazionale — e docenti delle Università di Padova e di Macerata. Ha portato la propria testimonianza anche la coordinatrice regionale dell’associazione Hikikomori Italia genitori. Un confronto che mette al centro la dimensione umana del rapporto con il digitale, con l’ambizione di costruire un modello replicabile su scala nazionale.

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