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Invalidità, riconoscimento arduo ma non per tutti: scoperta falsa invalida al 100% con indennità e pensione anticipata

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Riceviamo in misura crescente lamentele per la mancata accettazione della richiesta d’invalidità da parte delle commissioni mediche statali: a volte per gravi motivi di salute personali, altre per assistere in via esclusiva un parente in condizioni altrettanto gravi. Il riconoscimento, in ogni caso, è diventato sempre più arduo.

Spesso il diniego viene impugnato ed il cittadino, poco convinto, si fa affiancare un legale per sovvertire il primo esito negativo. Anche al secondo tentativo, però, complice la “stretta” ai riconoscimenti degli ultimi anni, in tanti si sentono dire ancora no dall’equipe medica a quell’invalidità, che, se in alta percentuale, farebbe anche scattare varie precedenze, ad esempio nella mobilità professionale, tre giorni al mese pagati al 100 per cento, oltre che l’indennità di accompagnamento.

La finta schizofrenica

Fa molto male, malissimo, venire a conoscenza che invece altri raggiungono quel risultato, pur non avendone validi motivi. Quindi, pur non in condizioni fisiche pregiudicate, riescono, grazie ai favori di qualcuno, a poter accedere a dei diritti negati, invece, a chi deve convivere con problemi o deficit cronici.

Abbiamo sentito parlare di falsi ciechi o sordi oppure con gravi patologie mai avute. Il senso di rabbia, lo proveranno anche stavolta, perché a Teverola, in provincia di Caserta, c’era una donna a cui i medici della Asl avevano diagnosticato una finta schizofrenia.

Solo che quella donna guidava l’automobile e svolgeva una vita più che normale, pur avendo riconosciuta quella patologia severa che non glielo avrebbe potuto permettere.

Per 20 anni l’ha fatta franca, scoperta grazie ad un anonimo

L’incongruenza è andata avanti, di nascosto, per 20 anni, durante le quali la donna, oggi 59enne, ha goduto di indennità pubbliche per una malattia mai avuta, percependo complessivamente 268mila euro. Per otto anni, fino al 2005, consultando gli archivi Inps di Caserta, hanno anche verificato che finta schizofrenica aveva ricevuto l’indennità di accompagnamento; poi, negli ultimi dodici, maturando gli anni per la pensione anticipata, ha ottenuto ogni mese due pensioni, quella di invalidità per lavoratori dipendenti e quella per invalidi civili.

Fino a quando un anonimo ha scritto ai carabinieri. E i militari non hanno tardato ad accertare l’inganno: in pochissimo tempo, infatti, hanno verificato, presso la Motorizzazione Civile, che la signora era in possesso di una patente regolarmente aggiornata.

È bastato un certificato falso: l’Inps non ha mai controllato

“Tutto si basava – riassume l’Ansa – su una pronuncia del 2001 emessa dal giudice civile di Santa Maria Capua Vetere in cui si riconosceva alla donna l’invalidità al 100%, così come certificato dal dirigente dell’Asl Noviello. Per 20 anni dunque, la donna, forte della sentenza del giudice, ha percepito indennità e pensioni senza alcun controllo da parte dell’Inps”.

Quella che si può classificare come una vera truffa ai danni dello Stato, era stata così avviata “grazie a medici compiacenti che hanno continuato a coprirla anche dopo che l’indagine penale era pienamente avviata. Emerge dall’ordinanza firmata dal Gip di Napoli Nord Fabrizio Finamore, che ha disposto per la donna la misura cautelare dell’obbligo di dimora, e la misura ben più grave dei domiciliari per il medico psichiatra del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl, V. N. di 64 anni, che ha firmato parte dei certificati falsi”.