Caos in una scuola di Reggio Emilia. Due professoresse sono indagate dalla procura con l’accusa, in concorso, di falso in atto pubblico per aver manomesso il registro elettronico, modificando i voti (per la maggior parte ritoccati a ribasso) di una verifica a cui era stata sottoposta una classe.
Come riportano Ansa e Il Resto del Carlino, i fatti risalgono al 2023 quando la docente titolare della cattedra era in malattia ed è stata sostituita da una supplente.
Quest’ultima, stando alle ricostruzioni, ha somministrato un compito, metà a crocette e metà a risposta multipla, che le aveva lasciato in consegna la professoressa di ruolo con tanto di ‘correttore‘ (strumento che definisce la griglia di valutazione). La supplente ha poi corretto i test, inserendo le valutazioni sul registro elettronico. Ma quando la titolare è rientrata al lavoro, ha ritenuto errati i voti della collega chiedendole di cancellarli dal registro.
Quando l’insegnante titolare è tornata al lavoro, vedendo i voti, ha comunicato alla classe sul gruppo ‘classroom’: “Mi sono accorta di diversi errori nella correzione – si legge nell’esposto – perciò sono stati eliminati i voti attribuiti dalla supplente e a breve caricherò quelli corretti…”.
Dopodiché, avrebbe inserito le nuove valutazioni abbassandole alla maggior parte degli studenti (per tre di loro invece sono state alzate): per una ragazza si è passati da 6 a 3+, per un altro da 10- a 7 e mezzo, mentre per un alunno l’abbassamento da 10 a 6-.
“Ha contribuito poi a farlo rimandare a settembre e poi a bocciarlo”, spiega un insegnante di sostegno che ha denunciato tutto presentando un esposto in Procura, che ha affidato poi le indagini ai carabinieri.
I voti, una volta inseriti sul registro elettronico sono un vero e proprio atto pubblico, non potrebbero essere più alterati – a meno di errori di trascrizione (correzione sempre da fare e giustificare previa autorizzazione scritta a preside e tecnico responsabile del registro, diverso per ogni scuola).
“La professoressa ha mandato una mail alla vicepreside (non indagata, ndr) che le ha dato l’autorizzazione di contattare il tecnico, con la supplente che si è prestata a dare l’ok – continua l’insegnante di sostegno – Tutto ciò non si può fare, anche perché il metodo di valutazione non poteva essere discrezionale. Come ha fatto la supplente a sbagliarsi anche di quattro voti?”.
Secondo lui, dietro alle modifiche ci sarebbero questioni personali della docente nei suoi confronti. “Mi ha detto che i ragazzi che seguivo io non avevano avuto un buon insegnante, perciò ha abbassato il voto. Inoltre ho ricevuto anche offese da parte sua”. Ora la procura dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio.
“La professoressa – spiega l’avvocato che tutela la docente – non ha commesso alcuna ‘alterazione o manomissione di voti’, si è adoperata per ‘correggere palesi errori materiali’ dei voti della verifica, previa autorizzazione dalla dirigenza scolastica e dal responsabile del registro elettronico a sua volta autorizzato. Errori commessi dalla supplente sul registro elettronico mentre la mia assistita era in ospedale. Se non fosse avvenuta la correzione si sarebbe creato un danno o ingiusto vantaggio nei confronti di diversi studenti oltre che un danno nei confronti della fede pubblica della collettività. Ha anzi dimostrato profonda devozione all’insegnamento, senso di responsabilità e continuità didattica nell’interesse degli studenti”.
“È completamente estranea alle accuse che credo siano state impostate in maniera sbagliata. La mia cliente ha operato secondo le regole scolastiche e non in maniera irregolare. La rettifica dei voti andava fatta perché la correzione non era stata eseguita nel modo giusto. Ha agito con onestà e buonafede senza favorire o danneggiare nessuno. Lo dimostreremo in aula”, queste le parole del legale della supplente.