Oggi, 13 maggio, la principessa del Galles Kate Middleton è andata in visita a Reggio Emilia per la sua prima visita ufficiale in Italia, incentrata sul celebre metodo educativo Reggio Children. Il pedagogista Daniele Novara ha commentato la visita in modo critico.
Ecco cosa ha detto a La Repubblica: “Ci voleva una principessa per far parlare, da noi, di Reggio Children e del suo approccio. A livello internazionale è considerata l’esperienza più avanzata sul tema della creatività infantile con atelier dedicati all’arte e ai linguaggi dei bambini. Reggio Children è conosciuto ovviamente anche in Italia, ma non con la visibilità che meriterebbe. Cosa che invece avviene nel mondo, visto che è oggetto di studio, da sempre, a livello internazionale”.
“Fu una rivoluzione e una grande intuizione quella di Malaguzzi poi portata avanti dai suoi allievi, ricordo in particolare Carla Rinaldi. Più in generale in Italia abbiamo una fortissima tradizione e una cultura pedagogica progressista che conosciamo poco e che valorizziamo ancora meno, peggio ancora con questo ministero all’Istruzione che fa proposte anni luce distanti, di stampo gentiliano, che si sta abbarbicando solo sul passato”.
“La forza dell’Italia sui grandi progetti educativi potrebbe essere da volano anche per combattere il calo demografico. In che modo? Reintroducendo l’immaginario dei bambini come prioritario nella nostra società, riconoscendo una logica educativa che sappia cambiare il mondo grazie alla forza creativa dei più piccoli, alla loro diversità intesa come risorsa, non appiattita dal conformismo. Ora, al contrario, siamo schiacciati sulle diagnosi neuropsichiatriche: appena un bambino fa qualcosa di diverso si parla di disturbo”, ha concluso.
La scelta di Reggio Emilia non è casuale. Da quando nel 2021 ha fondato il Centre for Early Childhood della Royal Foundation, la principessa del Galles ha fatto dei primi anni di vita la sua battaglia personale. “La principessa da dieci anni si è dedicata a una grande ricerca sul tema della crescita dei bambini”, ha spiegato Christian Guy, executive director del Centro. “Dopo essersi concentrata sul Regno Unito, adesso vuole passare a una fase di lavoro globale, per vedere come creare ponti tra diversi approcci educativi”. Il portavoce di Kensington Palace Lee Thompson ha aggiunto: “Questa prima visita internazionale è stata volutamente incentrata su un tema che le sta molto a cuore da sempre”.
Ad accogliere la principessa al Centro Loris Malaguzzi sarà Claudia Giudici, Garante per l’infanzia dell’Emilia-Romagna ed ex presidente di Reggio Children. “È una grande emozione e una grande responsabilità”, ha dichiarato al Corriere. Il metodo Reggio Children, nato dal lavoro del pedagogista Loris Malaguzzi, è oggi presente in oltre 130 Paesi. Nel 1991 Newsweek inserì una scuola reggiana tra le dieci migliori al mondo. La futura regina di Inghilterra ha visitato due istituti storici, partecipando in prima persona a un atelier creativo. In dono, una copia in anteprima del libro sul parco a misura di bambino nato attorno a una delle scuole, che sarà tradotto in inglese in autunno.
Nata nel 1994 con l’obiettivo di valorizzare l’esperienza delle scuole e dei nidi d’infanzia comunali di Reggio Emilia, Reggio Children è oggi un riferimento internazionale per la difesa e la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bambini. Il suo approccio pedagogico è conosciuto nel mondo come Reggio Emilia Approach. La missione dell’organizzazione si articola su più fronti: diffondere un’idea forte dell’infanzia e delle sue potenzialità, promuovere studi e sperimentazioni sull’apprendimento attivo e creativo, formare gli operatori del settore e valorizzare la documentazione pedagogica come strumento di lettura dei processi di pensiero dei bambini. Le attività spaziano dalla formazione online e in presenza all’editoria, dalle mostre agli atelier, fino alla consulenza e alla ricerca. Figura centrale di questa storia è Loris Malaguzzi, pedagogista che insieme al Comune, agli amministratori locali e alla cittadinanza ha contribuito in modo determinante alla costruzione della rete di scuole reggiane, le cui radici affondano nella fine dell’Ottocento. Il sistema Reggio Emilia Approach coinvolge tre realtà: Reggio Children, l’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia del Comune e la Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi. Nel tempo, l’esperienza educativa reggiana ha sviluppato dialoghi e scambi con più di 130 Paesi e territori, dando vita a un Network internazionale stabile che contribuisce alla diffusione del metodo nel mondo e sostiene il dialogo tra culture educative diverse.
Il post social dal profilo ufficiale della principessa.