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Prima Ora | notizie del 29 giugno

29.06.2026

La liberalizzazione della legge sulla caccia e la scuola che educa al rispetto dell’ambiente: la contraddizione che vivono gli alunni

La maggioranza al Governo starebbe accelerando tutte le manovre possibili per “portare a casa la riforma sulla caccia entro l’estate, se non addirittura entro il mese di luglio, forzando regole, procedure, principi”.

Così le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia, Wwf Italia a proposito del Disegno di legge 1552 sulla riforma della caccia, approvato lo scorso 23 giugno in Senato e in procinto di giungere alla Camera dei deputati.

Per le associazioni animaliste e ambientaliste saremmo di fronte “a una questione estremamente preoccupante, che trascende la tutela della natura e coinvolge la tenuta del sistema democratico”.

Ma in che senso coinvolgerebbe il sistema democratico?

Secondo queste associazioni, compresa l’opposizione, il Governo stravolgendo le regole sulla caccia: più mesi per sparare, aumento delle specie cacciabili, meno aree protette, fucili anche in spiaggia e nei boschi, migliaia di uccelli catturati rinchiusi a vita in gabbia, meno libertà di vivere in natura, ecc., avrebbe messo in atto “audizioni fake, taglio degli emendamenti, mancata valutazione dei seri problemi presentati dal testo fino alla clamorosa situazione della lettera di contestazione della Commissione europea tenuta nascosta”.

Ma aggiungono pure che a rischio non ci sarebbe solo la biodiversità italiana ma l’intera biodiversità globale, invitando tutti i deputati e le deputate, anche di maggioranza che non condividono questo stravolgimento normativo “incostituzionale”, a impedire che abbia luogo.

Tuttavia, di fronte a tanta poca considerazione sulla tenuta della nostra già martoriata fauna, non solo stanziale ma anche migratoria, visto che i fucili sono puntati perfino sulle rotte migratorie di tante specie di uccelli, la scuola, con le sue campagne ambientaliste e di protezione della Natura (che per lo più fanno parte dell’intero curriculum didattico), della fauna e della flora, ne esce anch’essa dolorosamente sconfitta.

Molti insegnanti, delle scuole primarie soprattutto, ma anche delle Secondarie di primo grado, si chiedono quale volare possa avere il loro sforzo per educare i ragazzi al rispetto dell’ambientale, se poi da parte del Governo si procede in tale guisa, consentendo in termini di legge lo stermino della fauna, miserabilmente indifesa, contro i fucili da caccia? Quale esempio viene dato affinché il loro lavoro in aula possa avere lo sbocco desiderato?

Di certo l’argomento meriterebbe maggiore approfondimento, ma in ogni caso gli alunni vivono una evidente contraddizione: da un lato i cartelloni, le letture, le uscite didattiche per proteggere flora e fauna dalla scomparsa, dall’altro le leggi per liberalizzare per il loro sterminio.

Nello stesso tempo però, si mostra evidente quanto Norberto Bobbio diceva relativamente alla differenza fra destra e sinistra, nel suo magistrale lavoro edito da Donzelli.

Per il filosofo la sinistra tende alla protezione e alla difesa del più debole che non è più solo l’operaio o l’emarginato, ma diventa l’ecosistema sfruttato o l’animale indifesodi fronte all’azione distruttiva dell’uomo. “Gli animali e l’ambiente sono gli “ultimi” in senso assoluto, privi di voce politica propria, e richiedono una tutela che limiti il privilegio della specie umana”.

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