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Aggiornato il 23.11.2025
alle 22:25

Lavoratori aggrediti, record per il personale della scuola ma solo per attacchi verbali o minacce: quelli fisici riguardano sanità, trasporti e banche

Lavoratrici e lavoratori della sanità, dei trasporti, delle banche e della scuola sono i più colpiti da aggressioni fisiche e verbali“. A sostenerlo sono state la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, e il Presidente di Ital Uil, Giuliano Zignani, anticipando alcuni risultati intermedi di una ricerca, ancora in fase di elaborazione conclusiva, realizzata dalle due organizzazioni, in collaborazione con il centro di ricerche EU.R.E.S. e con il patrocinio dell’Ufficio per l’Italia e San Marino dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.  

Lo studio, ripreso dall’agenzia Ansa, è stato caratterizzato dalla somministrazione di 1.500 questionari rivolti agli Rls aziendali, affiancati da focus group e interviste qualitative realizzate con i responsabili salute e sicurezza, i segretari generali e nazionali e i dirigenti delle categorie della Uil, con l’obiettivo dichiarato di indagare il fenomeno delle aggressioni sul lavoro da parte di soggetti terzi.

“Nel settore pubblico, ben due terzi degli Rls intervistati ha riportato che nella propria unità lavorativa si sono registrati episodi di aggressioni, fisiche o verbali; analoghi episodi sono stati segnalati da un RLS su tre nel settore privato. Il settore più colpito è fuor di dubbio quello della sanità: l’84,1% degli intervistati è venuto a conoscenza di casi di aggressione. Seguono i trasporti, con il 71,1 %, e le banche e le poste, con il 70,8%. La scuola, pur registrando un tasso molto basso di aggressioni fisiche, è, invece, il primo settore per quanto riguarda le aggressioni solo verbali o minacce: a riferirlo è stato il 38,6% degli Rls intervistati”.

Nella scuola, comunque, gli ultimi dati ministeriali sugli episodi di violenza (in prevalenza fisica) ci dicono che ogni mese media si verificano sei aggressioni al personale scolastico, praticamente una ogni cinque giorni. Nella maggior parte dei casi si tratta di aggressioni prodotte dai genitori dei loro alunn. È un dato di fatto, inoltre, che la sperata inversione di tendenza non sembra ancora essersi realizzata.

E i casi non sembrano ridursi nemmeno dopo l’introduzione, due anni fa, di nuove sanzioni da adottare per coloro che operano violenza proprio sul personale della Scuola: le novità più importanti, previste dalla Legge n. 150 in materia di Revisione della disciplina in materia di valutazione delle studentesse e degli studenti, di tutela dell’autorevolezza del personale scolastico nonché di indirizzi scolastici differenziati, pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale del 16 ottobre 2023.

Tra le nuove misure adottate si riscontra la sanzione che passa da 500 a 10mila euro per gli aggredisce docenti e personale. Con la sentenza di condanna per i reati commessi in danno di un dirigente scolastico o di un membro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario della scuola, a causa o nell’esercizio del suo ufficio o delle sue funzioni, verrà sempre ordinato, oltre all’eventuale risarcimento dei danni, il pagamento di una somma da euro 500 a euro 10.000 a titolo di riparazione pecuniaria in favore dell’istituzione scolastica di appartenenza della persona offesa.

Nel marzo 2024 è stata pubblicata, ancora in Gazzetta Ufficiale, anche la Legge n. 25 sulle “Modifiche agli articoli 61, 336 e 341-bis del codice penale e altre disposizioni per la tutela della sicurezza del personale scolastico“.

Infine, l’articolo 1 delle L. 25/2024 prevede l’istituzione, con apposito decreto, di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico, con compiti di monitoraggio, studio, informazione e sensibilizzazione.

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