Lorena Ronchi, già insegnante di scuola Primaria, manda in libreria un saggio intorno all’ “Insegnamento reciproco” che, in qualche modo, scavalca i canoni delle teorie, talvolta confuse sull’argomento, per entrare nella fattibilità concreta del campo di lavoro, ovvero a scuola, con le sue difficoltà, i suoi processi burocratici, le sue astruserie, compreso lo scetticismo talvolta degli alunni medesimi.
Un libro di didattica dunque che ha il pregio di partire direttamente dalla scuola, dove il progetto innovativo è attuato e dove lo si intende svolgere, con, perfino, le riproduzioni dei modelli che si devono compilare per presentarli al collegio dei docenti e poi inoltralo, per ottenere pure i relativi finanziamenti.
Un vademecum insomma che guida con perizia per ogni singola chiamata, compresi “Obiettivi” e “Valutazioni” e che ogni insegnante può consultare, come una bussola per tenere la rotta della sua navigazione, mentre nel corso della lettura si ricevono pure le ulteriori indicazioni per procedere senza intoppi.
L’obiettivo della Ronchi, col suo “Sperimentazione dell’Insegnamento reciproco. Ricerca-azione sul miglioramento della comprensione nella lettura in una classe primaria”, Youcanprint, 16,00 €, è quello di affrontare, con tutta la sapienza possibile della sua personale e fattiva sperimentazione, classi, nonostante nel libro si faccia riferimento a una prima della Primaria, con una presenza importate di alunni stranieri e pure di italiani, ma con difficoltà linguistiche, tenendo conto tuttavia che “insegnamento reciproco”, come approccio didattico, non è di recente implementazione.
Il punto semmai riguarda le modalità della sua messa in opera, allo stesso modo di una costruzione in cui l’insegnante diventa il progettista dell’immobile e la classe i muratori in cui ciascuno si fa capomastro dell’altro per realizzare in armonia la struttura.
Il libro narra dunque, attraverso sette capitoli, le esperienze di tale metodologia dentro una scuola primaria, adottando appunto l’insegnamento reciproco con modalità didattiche calibrate e in tempi diversi, in riferimento alla lingua italiana.
Un racconto convincente e soprattutto onesto intorno a una esperienza efficace dell’Insegnamento Reciproco e dell’Istruzione Diretta. In pratica un lavoro con strategie particolari, differenziando l’apprendimento, ma tenendo insieme i contenuti attraverso un continuo feedback.
Come viene spiegato nel corso di questo saggio di didattica, in cui, come abbiamo detto, è citata perfino la scuola dove ha avuto luogo, l’insegnamento reciproco si concentra sulle particolari strategie principali, mentre l’insegnante è indotto a chiedere spunti di riflessione sul contenuto, chiarendo le parti confuse, compreso il riassunto degli argomenti affrontati.
Ma soprattutto questa tecnica didattica, sperimentata con successo da Ronchi, dà agli studenti la possibilità di imparare e insegnare gli uni agli altri. Una sorta di “peer education” generalizzata per promuovere la lettura comune di un testo, la riflessione critica su di esso e l’integrazione con le conoscenze dei loro compagni.
Un insegnamento reciproco “nella reciprocità dell’insegnamento tra studenti, in cui il più capace funge da insegnante per il meno capace”.