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03.11.2026
Aggiornato alle 12:45

Manovra 2027, tagli alla scuola. Zangrillo: “Ogni anno immettiamo in ruolo oltre 50mila tra docenti e Ata, si chiede uno sforzo” – SONDAGGIO

La Legge di Bilancio 2027 accende il dibattito sul futuro della scuola italiana. Al centro delle polemiche ci sono i possibili tagli agli organici, con una riduzione prevista di 4.925 docenti e 2.049 unità di personale Ata a partire dall’anno scolastico 2027/2028. Una misura contenuta nel disegno di legge approvato dal Governo, che potrebbe comportare un risparmio per lo Stato di circa 252 milioni di euro all’anno dal 2028.

Secondo i calcoli delle organizzazioni dei lavoratori, sommando le riduzioni già previste negli anni precedenti, si arriverebbe a 14.808 posti in meno in tre anni, di cui 10.585 docenti e 4.223 Ata. A dire la sua è stato il ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo in una intervista a Il Messaggero: “L’opposizione cavalca la polemica gridando ai tagli, ma i dati raccontano un’altra storia: ogni anno immettiamo in ruolo oltre 50 mila figure tra docenti, insegnanti di sostegno e personale ATA. Nessuno vuole disinvestire nell’istruzione. C’è tuttavia una realtà ineludibile: il forte calo demografico riduce il numero degli studenti e impone un adeguamento razionale della macchina organizzativa”.

“Dobbiamo tenere conto del fatto che oggi noi viviamo una fase di calo demografico molto significativo e quindi diciamo che si chiede uno sforzo inteso a definire un’organizzazione che tenga conto di queste dinamiche. Detto questo, ripeto, la legge di bilancio adesso dovrà fare il percorso parlamentare. Nel percorso parlamentare dovremmo trovare tutte le risposte a chi ha qualcosa da dire sulla versione che è uscita dal Consiglio dei Ministri”, ha aggiunto a OrientaTalenti a Milano, come riportato da Italpress.

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Le reazioni

Le reazioni non si sono fatte attendere. Cisl Scuola, Uil Scuola, Flc Cgil, Snals, Gilda e Anief contestano la misura e annunciano la possibilità di una mobilitazione unitaria qualora Governo e Parlamento non dovessero rivedere le proprie decisioni. Anche i sindacati dei dirigenti scolastici, Anp e DirigentiScuola, hanno espresso contrarietà. Dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, intanto, trapela sorpresa per la norma e si starebbe lavorando in vista del passaggio parlamentare.

Da una parte, sindacati e opposizioni sostengono che il calo demografico dovrebbe rappresentare un’opportunità per diminuire il numero di alunni per classe, migliorare le condizioni di lavoro e rafforzare la qualità dell’insegnamento. Dall’altra, esponenti della maggioranza difendono l’intervento, precisando che non sarebbero coinvolte le cattedre curricolari, ma esclusivamente l’organico del potenziamento, attraverso una parziale mancata sostituzione dei pensionamenti.

Cosa dovrebbe cambiare nella scuola? Il sondaggio

In questo scenario, mentre la Legge di Bilancio deve ancora completare il proprio iter parlamentare e il testo potrà essere modificato attraverso gli emendamenti, La Tecnica della Scuola vuole dare spazio direttamente alla voce di docenti e personale scolastico.

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