La Legge di Bilancio 2027 accende il dibattito sul futuro della scuola italiana. Al centro delle polemiche ci sono i possibili tagli agli organici, con una riduzione prevista di 4.925 docenti e 2.049 unità di personale Ata a partire dall’anno scolastico 2027/2028. Una misura contenuta nel disegno di legge approvato dal Governo, che potrebbe comportare un risparmio per lo Stato di circa 252 milioni di euro all’anno dal 2028.
Secondo i calcoli delle organizzazioni dei lavoratori, sommando le riduzioni già previste negli anni precedenti, si arriverebbe a 14.808 posti in meno in tre anni, di cui 10.585 docenti e 4.223 Ata. Oggi, 3 novembre, il vicepremier e ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ha detto la sua in merito, aprendo a delle modifiche: “Sicuramente il taglio al mondo della scuola in questo momento è qualcosa su cui ragionare e come Lega qualche proposta la faremo”, queste le sue parole, riportate da Ansa, pronunciate a margine di Eicma, il Salone internazionale delle due ruote, alla Fiera di Rho.
A chi gli ha chiesto se si aspettava questi tagli sulla scuola Salvini ha risposto: “No, io non ne sapevo niente”.
“Salvini dice di non sapere niente dei tagli alla scuola e annuncia che la Lega farà delle proposte. Gli sfugge un dettaglio: la manovra porta la firma del ministro dell’Economia Giorgetti e i tagli colpiscono il ministero dell’Istruzione guidato da Valditara. Sono due ministri della Lega. Se Salvini cerca i responsabili, non deve andare lontano: chieda a casa sua, a casa Lega. Il vicepremier che oggi cade dalle nuvole siede nello stesso Consiglio dei ministri che ha approvato questa legge di bilancio. È il solito copione: Salvini parla di cose che non conosce e, quando le scelte del governo si rivelano sbagliate, la colpa è sempre di qualcun altro. Sulla scuola però lo scaricabarile non funziona”.
“Insieme ai sindacati e a tutto il mondo della scuola chiediamo l’immediato ritiro della norma. Ci auguriamo che la Lega porti queste proposte ai suoi ministri: il modo più semplice per dimostrare di non saperne niente è cancellare i tagli. Salvini chieda subito l’immediato ritiro della norma altrimenti è la solita stantia propaganda a cui non crede più nessuno”. Così Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd.
In questo scenario, mentre la Legge di Bilancio deve ancora completare il proprio iter parlamentare e il testo potrà essere modificato attraverso gli emendamenti, La Tecnica della Scuola vuole dare spazio direttamente alla voce di docenti e personale scolastico.