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Maturità 2026, Giannelli (Anp): “No all’apprendimento mnemonico, deve essere una prova sulla capacità di giudizio critico”

Con la pubblicazione degli elenchi dei commissari, l’esame di maturità 2026 entra nella fase decisiva. La prima prova si svolgerà il 18 giugno e rappresenterà il primo test della riforma voluta dal ministro Giuseppe Valditara. Sul tema si è concentrata una puntata di Scuola Talk de La Tecnica della Scuola, che ha ospitato Vincenzo Schettini, docente e content creator, Angela Verdecchia, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi, e Antonello Giannelli, presidente nazionale dell’Anp, Associazione Nazionale Presidi, per confrontarsi sulle novità della “nuova” maturità, offrendo anche riflessioni ed esperienze personali legate all’esame.

Meno tesine a memoria, più giudizio critico

Sul valore dell’esame di maturità si è espresso il presidente Giannelli, affermando: “Apprezzo il ripristino del nome ‘Esame di Maturità’ perché tutti abbiamo continuato a chiamarlo così. Spesso ho visto ragazzi cercare di ricordare a memoria tesine o percorsi che mettevano insieme documenti in modo forzato; non mi sembrava molto utile. Un esame non può consistere solo nella verifica dell’apprendimento mnemonico; deve essere una prova sulla capacità di giudizio critico e sull’utilizzo di ciò che si è studiato per risolvere problemi nuovi”.

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