Si è presentato davanti alla commissione di maturità con la maglietta del suo collettivo studentesco e ha scelto di raccontare, come capolavoro personale, il proprio percorso di militanza, dalle mobilitazioni per Gaza al movimento “Blocchiamo tutto”. L’ultima manifestazione l’ha organizzata la mattina dello scritto di italiano, presentandosi davanti al liceo classico con un pezzo di nastro adesivo sulla bocca, per protestare contro quella che definisce la “scuola bavaglio”. Il risultato è stato 100 e lode, nonostante anni di tensioni con la dirigenza dell’istituto.
In un’intervista a Repubblica, lo studente racconta: “Visto che quest’anno la richiesta era partire da una presentazione di sé stessi, io ho raccontato il mio percorso di militanza. Incluse le manifestazioni per la Palestina. Ho poi ribadito il valore di un’azione come l’occupazione, denunciando la repressione nella scuola che non è simbolica viste le sanzioni, anche nei confronti degli insegnanti”. Lo studio dei classici, spiega, ha alimentato una passione politica nata già alle medie: “Una delle prime ragioni che mi hanno spinto a impegnarmi è stata l’osservazione delle criticità del quartiere in cui vivo”.
In seconda liceo era stato sospeso tre giorni per aver fermato le lezioni: “La sanzione per me e ai miei compagni erano tre giorni a casa, poi l’organo di garanzia interno alla scuola ha annullato il provvedimento. Durante la mia difesa ho citato Isocrate”. Tra le conseguenze più recenti dell’occupazione cita anche l’annullamento della lezione conclusiva del percorso di educazione sessuo-affettiva: “Non sono stati anni facili per chi non fa sconti a questo governo è complicato. Ma per me la militanza è stata una grande occasione di crescita culturale. Se vuoi fare politica ti devi informare”.
Durante l’esame ha anche ricordato ai docenti, nel contesto dell’alternanza scuola-lavoro, i tre studenti morti in Italia durante gli stage: “Il mio è stato in realtà interessante: sono andato alle elementari a spiegare l’Odissea, ma siamo contro una scuola sempre più azienda”. Il prossimo anno studierà Lettere classiche e non esclude l’insegnamento: “La scuola è molto importante per cambiare il mondo”. Il suo viaggio di maturità sarà un campeggio politico che riunisce un migliaio di studenti da tutta Italia. Sui coetanei osserva: “Non è vero che la politica non interessa, con il referendum lo abbiamo dimostrato. Sono gli ultimi 30 anni dei partiti in Italia ad aver disaffezionato i giovani. Io poi voto sempre”.