Fianco a fianco, in famiglia e anche sui banchi della Maturità. Accade a Salerno, dove Giovanni ed Ermanno, stanno affrontando insieme l’ex esame di Stato. Niente di strano, senonché i due hanno rispettivamente venti e sessantadue anni e sono padre e figlio. A raccontare la curiosa storia è Avvenire, secondo cui la condivisione dell’esame di maturità è solo tratta dell’ultima tappa di un percorso iniziato due anni fa all’istituto “Galilei-Di Palo” del capoluogo campano.
“È stato proprio il padre, che un diploma già ce l’ha, a convincere il proprio ragazzo a riprendere gli studi che aveva abbandonato negli anni scorsi”, si legge. “Ermanno ha capito subito che l’unico modo per convincere Giovanni sarebbe stato rimettersi egli stesso in gioco e tornare tra i banchi. Così è stato, con il padre che ha condiviso durante tutto questo tempo lezioni in classe e studio a casa con suo figlio, che ha una disabilità cognitiva e aveva deciso di chiudere definitivamente con la scuola”.
Un cambio di rotta è stato possibile soltanto grazie all’impegno diretto del padre, culminato nel gesto di affrontare insieme l’esame di maturità. A testimoniare la scena inconsueta è stato uno dei docenti della coppia. “Padre e figlio sedevano nello stesso banco”, ha detto ad Avvenire Vincenzo Mattei, che insegna Economia ed estimo e coordina i corsi serali della scuola. “Per la prova di Italiano, hanno scelto entrambi la traccia sull’articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann“.
Il brano, ricorda il professore, si intitola ‘Funziona a meraviglia’ e invita a riflettere sul valore dell’incanto e della capacità umana di stupirsi. Un tema quanto mai inerente all’esperienza di vita di Ermanno e Giovanni. “In questi ultimi due anni, il papà ha sempre voluto che il figlio sedesse vicino ai propri coetanei”, ha raccontato ancora il docente, “e si era seduto accanto a lui solo quando c’era bisogno di un supporto maggiore. Così è stato anche stavolta, in occasione della Maturità“.