Oggi, 18 giugno, ha inizio ufficialmente la maturità 2026 con la prima prova d’italiano, scelta a livello ministeriale e uguale, per contenuti, per tutte le scuole. Tra gli autori proposti agli studenti, nella Tipologia C1, riflessione critica, uno scritto di Wenke Husmann (Die Zeit), dall’articolo “Funziona a meraviglia” comparso su Internazionale nel gennaio 2026.
Il testo affronta il rapporto tra meraviglia, conoscenza scientifica e crescita. La protagonista parte da un’esperienza concreta — l’osservazione dell’aurora boreale con la figlia — per riflettere su un cambiamento interiore: da bambina percepiva il mondo come pieno di mistero, mentre da adulta tende a cercare spiegazioni razionali.
Il tema centrale non è una critica alla scienza: l’autrice riconosce il valore della conoscenza empirica, ma si chiede se la spiegazione razionale possa convivere con lo stupore. La “perdita della magia” diventa una metafora del passaggio dall’infanzia all’età adulta.
Il testo invita quindi a ragionare su una possibile “maturità della meraviglia”: non tornare a credere ingenuamente nei misteri, ma riuscire a conservare curiosità, emozione e capacità di stupirsi anche conoscendo le cause dei fenomeni. È un tema molto adatto alla maturità perché mette in dialogo esperienza personale, scienza, filosofia e crescita individuale.
L’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2024/2025 prevede una prima prova scritta di italiano (giovedì 18 giugno 2026), una seconda prova scritta specifica per l’indirizzo di studio (venerdì 19 giugno 2026), e un colloquio.
Ma cosa cambierà alla Maturità 2026? Ecco una piccola guida:
Innanzitutto, le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri complessivi, anziché sette, di cui due interni, due esterni e il presidente esterno.
Aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e ben 11 milioni nel 2027. Il compenso dei commissari, però, rimane sempre lo stesso, fermo al 2007, quindi da quasi vent’anni fa. Viene rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90/100, e non più da 97/100.
Si passa poi dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno alla dicitura “Esame di Maturità”.
Con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, e le quattro discipline oggetto di colloquio, per ogni indirizzo. Stop anche al documento iniziale del colloquio.
Inoltre, c’è un nuovo indicatore nella griglia del colloquio, d’ora in poi: si tratta del “grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio”.
L’esame di maturità sarà validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, per evitare le “scene mute” degli studenti del 2025, ma anche degli anni precedenti, con studenti che hanno deciso di non svolgere il colloquio per protesta, sapendo comunque di avere raggiunto un punteggio tale nelle prove scritte per arrivare al diploma.