Una seconda prova di maturità con una partitura difettosa. È la denuncia che ha acceso il dibattito sulla gestione degli esami di Stato 2026 nei licei musicali, raccolta e rilanciata dalla Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL in una nota in cui si chiede al Ministero dell’Istruzione e del Merito una risposta chiara e immediata.
Tutto nasce dalla segnalazione di un diciannovenne iscritto a un liceo musicale di Latina, che il 19 giugno, durante la seconda prova scritta – dedicata all’analisi di L’Ondine di Cécile Chaminade – si è accorto di una ventina di errori nello spartito distribuito agli studenti: alterazioni fuori posto, accordi sbagliati, ottave errate, battute divergenti dalla fonte originale e difformità con l’audio mp3 fornito dal Ministero. Il ragazzo ha inviato una lettera aperta al ministro Valditara e l’ha pubblicata sui social, sostenendo che la partitura sembri derivare da “una trascrizione reperibile online, pubblicata da un utente del sito e non da un’edizione critica”. L’ispettrice ministeriale Flaminia Giorda ha riconosciuto la presenza di “alcune imprecisioni” tra spartito e brano audio, escludendo però che abbiano “in alcun modo inficiato la validità della prova” e annunciando controlli. Lo studente ha inoltre segnalato che, nel tentativo di scaricare nuovamente il materiale, la partitura risultava già sostituita con quella originale: circostanza che la stessa ispettrice non ha smentito.
“La traccia presentava numerosi errori nello spartito proposto”, scrive la FLC CGIL, sottolineando che “le incongruenze riscontrate hanno sicuramente richiesto a studentesse e studenti un approfondimento aggiuntivo rispetto a materiali tra loro discordanti, rischiando di pregiudicare il superamento della prova”. Il sindacato attacca apertamente la gestione ministeriale: “Dietro gli annunci e le dichiarazioni propagandistiche del MIM, emergono procedure fragili, controlli insufficienti e una gestione che rischia di scaricare sulle comunità scolastiche responsabilità che appartengono all’amministrazione centrale”. La FLC CGIL chiede che il Ministero faccia “immediata chiarezza sull’origine degli errori, sulle verifiche effettuate prima della somministrazione della prova e sulle misure che intende adottare per garantire che nessuna studentessa e nessuno studente venga penalizzato da una traccia difettosa”.