In questi giorni si stanno svolgendo i colloqui della Maturità 2026. Con la riforma degli esami di stato da quest’anno la prova orale non inizia più con del materiale da commentare rispetto al quale fare collegamenti tra discipline, ma con una breve riflessione sul percorso personale di ogni studente.
La docente e scrittrice Valentina Petri, su Facebook, ha pubblicato un commento sulla nuova modalità di esame, facendo un paragone. “Fermo restando che dare ai ragazzi la possibilità di parlare del proprio percorso permetta a qualcuno, a molti forse, di (uso un termine sbrigativo) ‘fare bella figura’, e ne escano positivamente (non sono mai stata io una fautrice dell’esame come sfogo delle frustrazioni e del ‘adesso ti faccio finalmente il mazzo quadro’ perché c’è stato un anno intero prima), ecco, fermo restando questo, ma se a noi insegnanti chiedessero una cosa così, al concorso, ci piacerebbe?”.
“Una riflessione sul percorso, un monologo sui nostri anni di precariato, sulle ingiustizie delle graduatorie, sulla bontà dei corsi di formazione… Come la giocheremmo una partita così? Se ce la valutassero, eh. Perché ai ragazzi questo momento talent vale dei punti. Come sono felice che invece mi abbiano chiesto una lezione simulata sul Foscolo. Ugo, quante volte mi hai salvata”, ha concluso.
Ma cosa cambierà alla Maturità 2026? Ecco una piccola guida:
Innanzitutto, le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri complessivi, anziché sette, di cui due interni, due esterni e il presidente esterno.
Aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e ben 11 milioni nel 2027. Il compenso dei commissari, però, rimane sempre lo stesso, fermo al 2007, quindi da quasi vent’anni fa. Viene rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90/100, e non più da 97/100.
Si passa poi dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno alla dicitura “Esame di Maturità”.
Con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, e le quattro discipline oggetto di colloquio, per ogni indirizzo. Stop anche al documento iniziale del colloquio.
Inoltre, c’è un nuovo indicatore nella griglia del colloquio, d’ora in poi: si tratta del “grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio”.
L’esame di maturità sarà validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, per evitare le “scene mute” degli studenti del 2025, ma anche degli anni precedenti, con studenti che hanno deciso di non svolgere il colloquio per protesta, sapendo comunque di avere raggiunto un punteggio tale nelle prove scritte per arrivare al diploma.