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Aggiornato il 25.01.2026
alle 20:53

Metal detector nelle scuole, Valditara da Vespa: circolare in arrivo, “grave dividersi su questo tema”

“Stiamo preparando una circolare con il collega Piantedosi, sarà una risposta alle richieste delle scuole“. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ospite della trasmissione “Cinque Minuti” di Bruno Vespa, torna a parlare dei metal detector nelle scuole. Una questione che non sarebbe più un’ipotesi, ma un punto all’ordine del giorno dell’agenda del Governo, in particolare del MIM e del ministero dell’Interno.

Le polemiche dopo il caso di La Spezia

Le dichiarazioni arrivano dopo giorni caldissimi, dovuti all’omicidio, in una scuola di La Spezia, del giovane Abanoub Youssef, accoltellato da un compagno. “Voglio anche sottolineare che su questo tema sarebbe grave dividersi”, ha aggiunto Valditara, come riporta il Corriere della Sera. “ho sentito alcune polemiche dell’opposizione, si è parlato di repressione. No, si tratta di difendere e garantire la sicurezza di chi lavora nella scuola e dei nostri ragazzi”.

“Studenti favorevoli ai controlli”

Per il responsabile del dicastero di Viale Trastevere la richiesta sarebbe condivisa dagli stessi studenti. “il 60% dei giovani è favorevole a introdurre dei controlli, ed è anche logico perché i controlli sono per garantire la loro sicurezza”. I metal detector, ha precisato il ministro, sarebbero installati soltanto negli istituti con un “maggior rischio” – anche per una questione di costi – e su richiesta dei dirigenti scolastici. In arrivo, in ogni caso, ci sarebbero anche altre misure.

Misure contro i detentori di coltelli

Tra esse, una stretta sui possessori di coltelli, da inserire all’interno di un pacchetto sicurezza che potrebbe prevedere la sospensione della patente per chi venga trovato in possesso di un’arma impropria. “Sono le sanzioni più efficaci, perché toccano direttamente l’interesse dei giovani e quindi possono trattenerli dal tenere comportamenti di questo tipo”, ha concluso il ministro a “Cinque Minuti”. Il dibattito sulla questione è tutt’altro che concluso.

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