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Mobilità, Gilda: dal Miur ritardi gravissimi a spese dei docenti

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Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta il ritardo della pubblicazione degli esiti della mobilità della scuola dell’infanzia e primaria.


Finalmente questa mattina, dichiara Di Meglio, con ulteriori 36 ore di ritardo rispetto alla scadenza fissata, almeno per i docenti della scuola dell’infanzia è finito l’indecoroso balletto dello slittamento della pubblicazione dei trasferimenti riguardanti i neo assunti nelle fasi B, C e D. I docenti della scuola primaria, invece, dovranno attendere ancora fino al 29 luglio per sapere quale sarà la loro sede di lavoro a partire dal prossimo primo settembre. Questi ritardi, purtroppo, denotano una totale mancanza di rispetto nei confronti di migliaia di docenti”. 
 
Si tratta di tantissimi docenti – incalza il leader della Gilda – che non conoscono ancora il destino professionale al quale vanno incontro e che, quindi, non possono organizzare le loro vite. Parliamo di donne e uomini i quali, nella maggior parte dei casi, sono madri e padri e che saranno costretti a fare le valigie per prendere servizio in città lontane dalle loro famiglie”.
 
I gravi disagi che il nuovo piano della mobilità sta provocando – prosegue il coordinatore nazionale – riguardano anche i dirigenti scolastici e le segreterie che saranno costretti a lavorare senza sosta ad agosto. E, nonostante il loro impegno, con ogni probabilità l’avvio del prossimo anno scolastico non sarà regolare perché i tempi sono troppo stretti per completare entro il 1 settembre le operazioni necessarie a insediare in cattedra tutti gli insegnanti. A ciò si aggiunge che, secondo la tabella di marcia fissata dal Miur, domani dovrebbero iniziare le assegnazioni provvisorie e un interrogativo sorge spontaneo: come può un docente accettare un incarico, magari a centinaia di chilometri da casa, se ancora non gli è stato comunicato l’esito della domanda presentata per la mobilità?”

“Tutto questo caos – conclude Di Meglio – è il frutto marcio di un piano farraginoso che il nostro sindacato ha sempre aspramente criticato e del quale adesso pagherà il conto tutto il sistema scolastico. E’ paradossale che tutto questo marasma sia stato definito ‘Buona scuola’”.