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08.10.2026

Nuove indicazioni nazionali I ciclo, si parte davvero: al via il piano formativo nelle scuole per la presa in carico nel curricolo d’istituto – Videointervista a Palumbo (Mim)

Durante la Conferenza nazionale dello Snals sulle nuove linee guida ministeriali, svolta a Tivoli, ‘La Tecnica della Scuola’ ha incontrato la dottoressa Carmela Palumbo, capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione: “le indicazioni nazionali per l’infanzia e per il primo ciclo sono entrate a regime da quest’anno scolastico e il Ministero sta facendo un’opera di accompagnamento con un piano di formazione partito pochi giorni fa; un piano che prevede una fase nazionale, che si svolge online da remoto, e una fase sui vari territori che sarà seguita dagli Uffici scolastici per l’accompagnamento attraverso laboratori e approfondimenti specifici. L’obiettivo è far sì che si possa accompagnare la scuola e realizzare assieme ai i docenti, per arrivare a una presa in carico di indicazioni costruite nel rispetto dell’autonomia”, con il Ministero “che ha invece un ruolo nella definizione dei principi cardine e soprattutto degli obiettivi generali”.

L’alta dirigente ministeriale ha sottolineato che era necessario “cambiare le linee guida a seguito dell’irruenza del cambiamento derivante dalle innovazioni tecnologiche che in poco tempo hanno agito anche sugli stili di apprendimento e sulle capacità cognitive dei nostri studenti”. Parliamo di “piste di lavoro” che dovranno essere contenute nel “curricolo d’istituto” che “dovrà dare le gambe a quello che è il senso dell’autonomia della singola scuola” andando a rimodellare la sua “programmazione generale. Ovviamente, poi, nella scelta delle metodologie didattiche la libertà di insegnamento rimane immutata”, ha concluso Palumbo.

L’intervista completa

Dottoressa Palumbo, parliamo di indicazioni nazionali del primo ciclo: al Ministero dell’Istruzione vi siete organizzati per mettere in chiaro quali sono i contenuti e come attuarli, anche all’interno delle programmazioni?
Sì, le indicazioni nazionali per l’infanzia e per il primo ciclo sono proprio entrate a regime da questo anno scolastico e quindi il Ministero sta facendo un’opera di accompagnamento con un piano di formazione che è partito pochi giorni fa. È un piano di formazione che prevede sia una fase nazionale e che si svolge on line da remoto e sia poi è invece una fase molto importante sui vari territori che sarà seguita dagli uffici scolastici regionali e per l’accompagnamento attraverso laboratori e approfondimenti specifici. Ovviamente, queste attività servono a far sì che si possa accompagnare la scuola, quindi si possa realizzare assieme ai professionisti della scuola, i docenti. L’obiettivo è arrivare a una presa in carico di queste Indicazioni nazionali, che ovviamente sono costruite nel rispetto dell’autonomia, senza delegare una responsabilità nazionale del Ministero che ha invece un ruolo nella definizione dei principi cardine e soprattutto degli obiettivi generali del processo formativo.

Questo significa che l’autonomia nella scelta dei contenuti rimane immutata, cioè queste indicazioni non sono così coercitive come qualcuno lamenta?

È molto ben spiegato il nesso tra le indicazioni nazionali e il Regolamento di autonomia e quindi le prerogative delle scuole. Certo, diciamo che non abbiamo rinunciato a definire bene quella che è la cornice generale nell’ambito della quale l’autonomia si sviluppa e si inserisce.

Lei ha ribadito più volte che questo intervento era necessario, perché è cambiata la società, sono cambiati i giovani, si stanno accelerando dei processi era necessario adeguare anche le linee guida.

Sì, certo: abbiamo avuto un’evoluzione normativa sia di carattere europeo che nazionale, ma soprattutto questa irruenza del cambiamento delle trasformazioni tecnologiche delle innovazioni tecnologiche ha veramente in poco tempo agito anche sugli stili di apprendimento e sulle capacità cognitive dei nostri studenti. Quindi, era importante davvero operare nel quadro degli obiettivi generali del processo formativo e delle competenze attese di tutto ciclo.

Per i docenti cosa cambia rispetto al passato: avere recepito queste indicazioni anche a livello di contenuti di fatto cosa muta?

Diciamo che sono piste di lavoro sostanzialmente che si vengono a definire e dettagliare in modo in parte diverso dal passato, ma comunque diciamo che poi il curricolo d’istituto deve dare le gambe a quello che è il senso dell’autonomia della singola scuola. E ovviamente, poi, nella scelta delle metodologie didattiche la libertà di insegnamento rimane immutata. Quindi, come dire: abbiamo voluto essere più precisi, più chiari, nel definire questa cornice, cosa che probabilmente le vecchie indicazioni avevano un po’ rinunciato a fare, soprattutto con riferimento agli obiettivi generali del processo formativo, che tutto sommato non erano definiti in modo così chiaro così nitido. Poi, abbiamo anche molto valorizzato le discipline nella loro funzione e nel loro valore educativo e culturale: questo credo che possa dare più dignità e più forza anche ai singoli docenti che hanno in carico poi l’insegnamento di questi strumenti.

Maestri della scuola primaria e docenti della scuola secondaria di primo grado che saranno adesso chiamati a fare una programmazione sulla base di queste nuove indicazioni nazionali?

Assolutamente sì, diciamo che le scuole come prima azione devono operare sul curricolo della scuola e quindi anche sulla programmazione generale. Ma è chiaro che tutto questo è possibile con una gradualità nel tempo e soprattutto attraverso le azioni di accompagnamento che a livello nazionale e poi territoriale propone il Ministero. Ma anche, ovviamente, attraverso associazioni professionali e organizzazioni sindacali come qui è accaduto oggi.

Possiamo dire che si tratta di un work in progress: abbiamo delle linee guida tutte poi da costruire scuola per scuola?

Allora, le linee guida delle indicazioni sono quelle e sono definite. Quindi, sotto questo profilo il work è terminato: ovviamente, le scuole invece devono realizzare una progressività e adeguare le attività didattiche, prendere effettivamente in carico l’impostazione, i contenuti e gli obiettivi che le indicazioni propongono.

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